Il canale Horeca mostra segnali di resilienza per il 2026: nonostante il calo delle visite, la spesa fuori casa tiene grazie all’inflazione e a un mix più orientato al premium. Dopo un 2025 difficile, emergono nuove opportunità legate a innovazione ed esperienza. Crescono i trend del low & no alcohol, della mixology e dei consumi “consapevoli”, insieme all’interesse per prodotti locali e format casual dining. Il futuro del settore passa da qualità, digitalizzazione e capacità di adattarsi a consumatori sempre più selettivi.
Le bevande analcoliche italiane rappresentano un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, grazie all’utilizzo di ingredienti legati al territorio come agrumi mediterranei, erbe aromatiche e spezie. Dalle aranciate alle limonate, ogni prodotto nasce da una filiera che valorizza qualità, stagionalità e cultura locale. L’attenzione crescente verso ingredienti DOP, IGP e Presìdi Slow Food conferma il ruolo centrale del Made in Italy nel settore.
La distribuzione rappresenta il cuore pulsante del Made in Italy nel settore Horeca, rendendo possibile la diffusione dell’eccellenza enogastronomica italiana. Edoardo Solei sottolinea il ruolo strategico della rete distributiva come collegamento tra produzione e consumatore finale, evidenziando la forza della collaborazione tra operatori. In occasione della Giornata del Made in Italy, emerge l’orgoglio di un comparto che contribuisce in modo decisivo alla crescita economica e all’immagine dell’Italia nel mondo.
Il nuovo logo Lekkerland introduce il payoff “più grandi, più presenti, più vicini”, sintesi di un percorso di crescita che rafforza il ruolo del consorzio come partner strategico per retailer e operatori Horeca. Attraverso servizi personalizzati, collaborazione con l’industria di marca, analisi dei dati e investimenti in formazione e comunicazione, Lekkerland punta a consolidare la propria leadership nel mercato e a sviluppare nuovi progetti per creare valore lungo tutta la filiera.
Dalle origini in Giappone alla diffusione globale, gli energy drink sono bevande analcoliche funzionali composte da ingredienti come caffeina, taurina e vitamine. Consumati da oltre trent’anni e regolamentati da normative europee e nazionali, sono considerati sicuri se assunti in modo consapevole. In Italia, il settore promuove informazione e responsabilità, con regole chiare su etichettatura, comunicazione e vendita, soprattutto per tutelare i più giovani.
La Rete d’Impresa Distributori Horeca Italia ribadisce il ruolo centrale del distributore, oggi sempre più consulente, mediatore e custode della qualità lungo tutta la filiera. Dopo il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio UNESCO, fare sistema diventa una responsabilità condivisa: innovazione, collaborazione e formazione continua sono le leve per tutelare l’identità locale e rafforzare la competitività del settore Horeca.
La sicurezza sul lavoro nella distribuzione Horeca è oggi un requisito strategico: le nuove sentenze attribuiscono la responsabilità a chi ha reali poteri decisionali e di spesa, non solo alla figura formale. DVR aggiornato, formazione e controllo sulla filiera sono obblighi centrali. La sicurezza diventa così un elemento di competitività e credibilità per tutto il comparto.
L’estate 2025 conferma un mercato fragile per le bevande analcoliche: dopo un giugno positivo, luglio e agosto segnano cali significativi nei volumi, influenzati dal meteo, dal ridotto potere d’acquisto e da consumi più prudenti. Da gennaio ad agosto le vendite registrano un -0,8%, con segmenti come tè e aperitivi analcolici particolarmente colpiti. Il trend rispecchia la contrazione più ampia del comparto alimentare, che negli ultimi quattro anni ha perso quasi 10 punti in volume. Nonostante le difficoltà, le bevande analcoliche restano centrali nei momenti di relax, socialità e aperitivo, soprattutto tra i più giovani.
L’aumento strutturale dei prezzi al dettaglio sta ridisegnando i consumi fuori casa e mettendo sotto pressione l’intera filiera Horeca. I distributori devono affrontare una duplice sfida: sostenere i volumi nonostante la contrazione della domanda e costruire un vero valore aggiunto per i clienti, puntando su formazione, competenza e qualità anziché sulla guerra dei prezzi. Parallelamente, lo scenario internazionale impone nuove strategie: i dazi imposti dagli Stati Uniti penalizzano l’export agroalimentare italiano, spingendo i distributori a rafforzare le filiere corte, valorizzare i prodotti DOP/IGP e collaborare in rete per ottimizzare logistica, costi e comunicazione. In questo contesto, resilienza e innovazione diventano le chiavi per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita sostenibile per l’intero comparto.
L’estate 2025 ha mostrato un mercato Horeca instabile, segnato da domanda irregolare, ordini last minute e forte pressione logistica. La gestione delle stagionalità resta una sfida strutturale: nelle aree turistiche domina ormai il modello “A per A”, con consegne giornaliere e costi crescenti di personale e organizzazione. La stagione, più debole rispetto al 2024, registra consumi concentrati in brevi periodi, calo delle presenze italiane e una maggiore richiesta di prodotti di qualità, artigianali e sostenibili. In vista del 2026, distributori e operatori puntano su tre leve strategiche: pianificazione anticipata, investimento sul capitale umano e collaborazioni territoriali per ottimizzare risorse e costi. La vera sfida non è “resistere” alla stagionalità, ma costruire modelli flessibili, cooperativi e orientati alla qualità, capaci di garantire continuità e competitività in un mercato sempre più frammentato.