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FILIERA HORECA NEL 2024

I buoni propositi per il nuovo anno e i progetti da condividere con la politica

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Poco più di due mesi ci separano dagli Stati Generali della Filiera Horeca, che si sono svolti lo scorso 24 ottobre alla Camera dei Deputati, e molte sono le idee, i progetti e le iniziative che ci consentono di varcare la soglia di questo nuovo anno con maggiore fiducia e rinnovata energia. Il 24 ottobre è stata l´occasione – attesa da tutti gli operatori della filiera Horeca – per stringersi la mano, conoscersi, e comprendere meglio, non solo il terreno entro il quale ogni segmento della stessa prende corpo e opera, ma anche per capire i punti di raccordo, le prospettive di miglioramento e la normativa di settore da smussare e adeguare a un mercato in continua evoluzione. Le questioni emerse nel consesso di ottobre sono state molteplici e molte sono state oggetto di sollecitazione in sede parlamentare in occasione della sessione di bilancio 2024, conclusasi negli ultimi giorni dell´anno e che ha condotto all´approvazione della legge 30 dicembre 2023, n. 213 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026”. L´esame della legge di bilancio è stato condizionato da una contrazione delle dinamiche di confronto parlamentare e da una notevole riduzione della capacità emendativa dei parlamentari di maggioranza, elemento che – nei fatti – ha reso limitata anche la ricezione da parte del Parlamento, delle istanze provenienti dal mondo delle rappresentanze imprenditoriali. Malgrado siffatte premesse si è inteso comunque veicolare degli spunti di riflessione alla politica sugli argomenti maggiormente preminenti per gli interessi di settore.

 

LA LEGGE DI BILANCIO E LE PROPOSTE DELLA FILIERA

Tra i temi emersi in occasione del convegno del 24 ottobre 2023, correlati al testo del disegno di legge per il 2024, ricordiamo quello del limite di esenzione dal computo del reddito imponibile e dalla tassazione sostitutiva agevolata del lavoratore dipendente e quello del trattamento integrativo speciale per i dipendenti di alcuni segmenti del comparto Horeca. A tal riguardo, si evidenzia che il disegno di legge di bilancio ha previsto l´esclusione dal computo del reddito imponibile del lavoratore dipendente per i beni ceduti e i servizi prestati al lavoratore medesimo (c.d. fringe benefits). Tale norma è stata poi confermata dal Parlamento. Nello specifico, il limite di esenzione previsto era di 1.000 euro, ma per i lavoratori con figli – che fino al 2023 hanno goduto invece di un tetto fissato a 3000 euro – la soglia è scesa a 2000 euro. Malgrado il carattere sicuramente lodevole della misura, in termini generali, AGroDiPAB – Rete Horeca ha inteso richiederne la revisione nella prospettiva di eliminare la sperequazione tra chi ha figli e chi no, al fine di legittimare una misura di reale sostegno al lavoratore a prescindere dal proprio nucleo familiare. Pertanto si è chiesto che il limite venisse fissato per tutti i lavoratori a prescindere dal proprio status famigliare, a 2000 euro, in una logica di pari opportunità e di equità di trattamento, che uno strumento di welfare datoriale dovrebbe garantire ai lavoratori. Per quanto riguarda il trattamento integrativo speciale, si evidenzia invece che la norma, poi confermata in sede referente in Parlamento, ha disposto la detassazione del lavoro notturno e festivo per i dipendenti di strutture turistico-alberghiere, limitandosi pertanto a questo unico segmento della filiera. Si tratta indubbiamente di una misura significativa per affrontare la carenza di personale nel settore Horeca, in particolare nelle strutture turistico-ricettive. Tuttavia, emerge una riflessione preminente che ha condotto anche su questo punto, AGroDiPAB – Rete Horeca a sottoporre un´ipotesi emendativa: considerando che il settore Horeca è composto non solo da alberghi ma anche da una vasta gamma di pubblici esercizi, è opportuno in primis ampliare questa misura nella prospettiva di includere tutti gli esercizi Horeca, unitamente ai propri distributori di prodotti alimentari, bevande e servizi. Se pensiamo all’intera catena dell’ospitalità e della ristorazione, i distributori svolgono un ruolo essenziale, garantendo la fornitura di prodotti e materie prime ai ristoranti, bar e hotel. I tempi di lavoro di questa categoria di imprese, sono strettamente connessi a quelli degli esercizi a cui consegnano i prodotti. L’estensione della detassazione del lavoro notturno e festivo ai distributori può incentivare un flusso più efficiente di beni e servizi, contribuendo a garantire che gli esercizi Horeca possano operare senza interruzioni durante i turni notturni e festivi. Strumenti di sostegno al lavoro di settore, come quello turistico-ricettivo, non possono svincolarsi da quanto afferisce al settore strettamente connesso e entro il quale il predetto settore turistico ricettivo opera, quale quello della filiera Horeca: misure di detassazione di tale natura meritano di essere inquadrate in una prospettiva sistemica, che miri a includere l´intera filiera, ivi inclusa la distribuzione di prodotti alimentari e bevande e servizi annessi, i cui lavoratori risentono del medesimo timing di operatività di quelli operanti negli esercizi Horeca e delle medesime difficoltà di reclutamento. Inoltre si evidenzia che nella legge di bilancio per il 2024 all´articolo 1, comma 44, è stata posticipata al 1° luglio 2024 la decorrenza dell’efficacia della c.d. plastic tax e della c.d. sugar tax disposte, come noto, dalla legge di bilancio per il 2020: il timing di decorrenza di tali misure e l´efficacia delle stesse così come strutturate, in particolare per quanto riguarda la sugar tax, sono stati argomenti emersi in occasione dell´evento alla Camera. In particolare si ricorda a proposito della c.d. sugar tax, si è ritenuto che potesse amplificare gli effetti negativi su tutti gli anelli della filiera, non limitandosi a quelli del settore di produzione. Appare interessante ulteriormente porre l´accento su quanto disposto dall´articolo 1 comma 256 della legge che prevede il rifinanziamento di 100 milioni di euro per l’anno 2024 dell’autorizzazione di spesa relativa alla “Nuova Sabatini”, misura di sostegno agli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, hardware, software e tecnologie digitali da parte di micro, piccole e medie imprese: sebbene la ratio appari lodevole, segnatamente in una fase economica complessa come quella attuale, le risorse stanziate risultano non adeguate per far fronte alle istanze che sicuramente potrebbero giungere dal tessuto imprenditoriale nazionale. Il percorso è interessante anche per supportare un reale rilancio delle imprese di filiera, pertanto si auspica un´ulteriore attenzione da parte del Governo.

 

LE PROPOSTE PER IL 2024

Come evidenziato, gli Stati Generali della Filiera Horeca sono stati il terreno fertile entro il quale far germogliare proposte, sollecitare approfondimenti e risvegliare l´attenzione politico-istituzionale. Tra le proposte si ricordano le disposizioni recate dalla proposta di legge 1205 a prima firma dell´On. Zucconi, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, e On. Deidda, Presidente della Commissione trasporti della Camera dei Deputati, che rappresentano le istanze “per eccellenza”, affrontate in maniera approfondita e articolata anche in occasione del consesso del 24 ottobre. Si ricorda infatti l´urgenza dell´Istituzione di un codice ATECO per le imprese di distribuzione di prodotti alimentari e di bevande per il settore Horeca, in ragione dell´esigenza di inquadrare, anche a livello statistico, le imprese operanti nella distribuzione di prodotti alimentari e di bevande. In questa prospettiva la richiesta dei distributori è quella di consentire l´attribuzione di un codice ATECO specifico, mediante l’introduzione, nell’ambito dell’attuale classificazione alfanumerica delle attività economiche di distribuzione di prodotti alimentari e di bevande, di un ulteriore elemento, al fine di evidenziarne il nesso specifico con la distribuzione di prodotti alimentari e di bevande destinata al solo settore Horeca. Inoltre si evidenzia la previsione di specifiche agevolazioni fiscali in materia di accise sul carburante attraverso l´estensione del rimborso delle accise sui carburanti (attualmente riconosciuto agli autotrasportatori) anche alle imprese che esercitano l’attività di distribuzione all’ingrosso di prodotti alimentari e di bevande per il settore Horeca mediante utilizzo di veicoli di massa massima complessiva non inferiore a 2 tonnellate. Da non trascurare la proroga anche per il 2024 del credito di imposta per l´acquisto dell´additivo AdBlue ed estensione dello stesso alle imprese che esercitano l’attività di distribuzione all’ingrosso di prodotti alimentari e di bevande per il settore Horeca mediante utilizzo di veicoli di massa massima complessiva non inferiore a 2 tonnellate. Preminente la revisione della disciplina in materia di c.d. bonus patente. In uno scenario di complessità operativa per le aziende e di difficoltà nel reclutamento del personale, è auspicabile l’orientamento a semplificare le procedure di accesso a qualifiche e requisiti per svolgere una specifica mansione. In particolare, il settore della distribuzione, registra una crescente difficoltà a reclutare personale addetto al trasporto delle merci, in ragione della complessità nel conseguire le patenti e le qualifiche di settore. Si evidenzia a riguardo che è stato introdotto il bonus patente destinato ai lavoratori under 35, che intendano conseguire la patente e l’abilitazione alla guida professionale (CQC) accedendo a un rimborso spese. Questa misura però presenta dei limiti, in primis quello relativo all’età, poiché lascerebbe fuori tutta una platea di lavoratori di settore che non possono accedere a un upgrade della patente, considerando che i costi arrivano anche a 5mila euro. In secondo luogo la misura, così come attualmente configurata, è prevista esclusivamente in favore dei cittadini che intendono accedere alla patente ed esclude pertanto le aziende di settore. Da oltre un anno, sollecitiamo una revisione della norma nella prospettiva sia di superare il limite dell’età, sia di estendere il contributo alle imprese operanti nella distribuzione.

 

OCCHI PUNTATI SULL’AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE E SUL GREEN NEW DEAL EUROPEO, PNRR E REPOWEREU

Un tassello importante di quanto emerso in occasione degli Stati Generali di ottobre 2023 è stato quello relativo alle prospettive green delle aziende della filiera. Partendo da quelli che sono gli obiettivi di sostenibilità e di evoluzione green, anche alla luce di quanto previsto negli obiettivi strategici di emissioni zero entro il 2050, e di rafforzamento della misura di cui alla missione 2, «Rivoluzione verde e transizione ecologica», componente 2 «Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile», investimento 1.2 «Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo», del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) appare preminente che siano individuate delle misure atte a incentivare le aziende di settore alla riconversione verso nuove tecnologie, in primis attraverso l’adozione di veicoli elettrici/ibridi. In questa prospettiva la possibilità di fruire di sostegni sul versante dell’utilizzo di furgoni e mezzi di trasporto elettrici, ibridi anche acquisiti in leasing e a noleggio, rappresenterebbe una svolta significativa. Anche in ragione del fatto che, attualmente, l’elettrificazione dei mezzi rappresenta la conditio indispensabile per poter lavorare in alcuni centri storici italiani. In occasione degli Stati Generali si è anche discusso ampiamente dell´esigenza di prevedere agevolazioni per l´installazione di impianti di produzione energetica da fotovoltaico sui capannoni delle aziende di settore, al fine di consentire un incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e mitigare gli effetti economici derivanti dagli aumenti eccezionali dei prezzi della componente energetica per le imprese italiane. Sarebbe prioritario prevedere la semplificazione delle procedure autorizzative nonché la concessione di contributi in favore delle imprese del settore che intendono realizzare, entro il 31 dicembre 2024, impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sulle coperture dei capannoni di proprietà dell’impresa medesima. Al fine di agevolare il conseguimento dei predetti obiettivi, appare dunque imprescindibile che il Governo preveda delle agevolazioni, attraverso specifici contributi o nella forma dei crediti di imposta, per quelle imprese operanti nella filiera Horeca che attuino investimenti in progetti, riconversioni strutturali e ammodernamenti orientati al taglio delle emissioni di CO2.

RIFORMA DEL CODICE DELLA STRADA

Una delle questioni più delicate che riguarda l´operatività dei distributori Horeca e i pesanti vincoli connessi alla mobilità, resta quella relativa ai limiti di massa dei veicoli guidabili con patente B. La questione è stata oggetto di un confronto molto articolato in occasione degli Stati Generali, che ha visto il coinvolgimento di imprenditori, parlamentari ed esperti di settore. Come è noto, una significativa parte della distribuzione di prodotti alimentari e bevande nella filiera Horeca è effettuata con automezzi fino a 35 quintali di massa totale a terra complessivi, guidabili con patente B. Questo perché si registra, segnatamente negli ultimi anni una difficoltà crescente nell´inserire, nell’ambito della distribuzione, automezzi superiori a 35 quintali guidabili con patente C, in ragione della palese complessità nel reclutare sul mercato autisti con patenti C, e del fatto che l’ottenimento di questa licenza di guida, comporta oneri significativi, arrivando ad un costo di euro 5mila, e dei tempi di formazione e conseguimento non sempre celeri. Inoltre un autista con patente C costa di più all´azienda, in ragione della RAL spettante più alta, e data la congiuntura poco favorevole, non sempre le aziende possono permettersi un incremento di tali oneri. È opportuno evidenziare inoltre che il costo dei mezzi, con massa superiore, è elevato rispetto a quello dei mezzi con massa inferiore e tale aspetto si configurerebbe come un ulteriore costo in capo alle aziende già vessate. L’automezzo di massa superiore, tra l´altro, è soggetto all’obbligo di cronotachigrafo e a quello di revisione annuale, rispetto al timing di revisione dei mezzi con massa complessiva di 35 quintali. A ciò si aggiunge l´onere derivante dai maggiori consumi correlati a un mezzo con massa superiore, con il conseguente paradosso che la disciplina attuale legittima maggiori costi in capo alle aziende, unitamente ad un incremento delle emissioni di Co2, in totale controtendenza rispetto alla mission green del Governo. A questi aspetti si aggiunge anche il fatto che il mercato stesso è cambiato, in ragione della propensione delle case automobilistiche a produrre automezzi sempre più pesanti, a seguito degli adeguamenti alle normative entrate in vigore progressivamente con il passaggio dai veicoli Euro 0 a quelli Euro 6. Inoltre le stesse esigenze delle aziende di distribuzione si sono evolute in ragione della necessità di produrre carrozzerie multi-temperatura, con strutture adeguate alle esigenze di refrigerazione che determinano un aumento del peso dell’allestimento. Pertanto, considerando che il codice della strada già prevede una deroga per quanto attiene la massa dei mezzi alimentati a metano ed elettrici, l´elevazione del limite di 50 quintali di portata massima complessiva a terra dei mezzi conducibili con patente B si configura come una soluzione inderogabile per l´operatività del settore. Per questo motivo AGroDiPAB-Rete Horeca, nell´ambito dell´esame del provvedimento recante “interventi in materia di sicurezza stradale e delega per la revisione del codice della strada”, ha chiesto l’elevazione del limite della massa massima autorizzata per i veicoli idonei alla distribuzione da 3500 kg ad almeno 5000 kg (sul modello di quanto attuato per i veicoli alimentati con combustibili alternativi quali gnc, gpl, elettrici e a idrogeno). Questo per regolarizzare una prassi, potenzialmente oggetto di sanzione, in capo ai distributori che sono costretti a utilizzare veicoli che in ragione del peso strutturale (coibentazione, celle frigo e motori annessi) superano il limite massimo sancito dalla norma.

Sono tante le questioni che “bollono in pentola” e vogliamo portare nel 2024 l´entusiasmo che abbiamo registrato lo scorso 24 ottobre, consapevoli che soltanto con quell´energia e con quello spirito di condivisione, sarà possibile cambiare, migliorare e rilanciare la distribuzione e tutta la filiera Horeca. Buon 2024 a tutti voi.

Per informazioni o chiarimenti: ass.agrodipab@gmail.com

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