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Un nuovo codice per la filiera

Un distinguo deve estendersi anche alla classificazione dei Codici ATECO. In vista del PNRR, è sempre più sentita l’esigenza di una maggiore riconoscibilità da parte della categoria dei Distributori Horeca e di una netta distinzione rispetto al Grossista generico. 

di Lorena Tedesco

Edoardo Solei, presidente di RDH, Rete di Impresa Distributori Horeca Italia, ha recentemente comunicato ai soci un’importante novità. Solei ha infatti deciso di rivolgere all’ISTAT una proposta di importanza fondamentale, che contempla la distinzione netta tra Grossisti generici, che possono vendere in tutte le categorie commerciali, e Distributori operanti nel canale Horeca, che svolgono invece una attività di vendita esclusivamente nel fuori casa. Non si può infatti non tenere conto dell’evoluzione che ha interessato la categoria dei Distributori sino ai giorni attuali e della ormai notevole differenza che si è venuta a creare tra le suddette categorie, un passo obbligato che, oltre a fare chiarezza, offre ai Distributori Horeca una maggiore riconoscibilità e sottolinea la sua indispensabilità e il ruolo chiave che gioca all’interno della Filiera distributiva dedicata al canale Horeca. Proprio per queste motivazioni il presidente Solei ha personalmente contattato e interrogato l’ISTAT per avere dei chiarimenti su come chiedere una modifica del Codice Ateco 46.3 (Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco), in quanto non contempla la specifica attività rivolta al canale Horeca. Solei ha dichiarato: «Riteniamo obsoleta la definizione generica del grossista che nell’attuale situazione Europea viene distinta da chi opera invece solamente nel canale Horeca, mentre il grossista tradizionale opera prevalentemente nel mercato dei consumi familiari, pertanto negozi di vicinato, superette, ecc… Mancando una definizione precisa del mercato di appartenenza si genera confusione a discapito di chi opera nel fuori casa, denominato a livello internazionale Horeca».

 

UNA QUESTIONE FONDAMENTALE

«I Codici ATECO sono un retaggio del passato, per come sono stati impostati, in quanto riguardano una categoria generalista che è quella dei Grossisti. Questo poteva andare bene 20 anni fa, ma non è più adeguato al ruolo attuale del Grossista, che fa prevalentemente negozi di vicinato e superette, ben distinto da quello dei Distributori nel canale Horeca, che hanno una funzione specifica. Tant’è che, di recente, l’ISTAT ha creato dei codici ATECO proprio per la categoria operante nell’Horeca. Oggi ci sono due tipologie di codici: quelli per i Grossisti, che sono abbinati alla categoria merceologica, e quelli per i Distributori, che sono solamente di settore, perciò come categoria distributiva, e non hanno nessuna aggregazione e nessun codice ATECO che sia legato al settore merceologico. Questa è la ragione per cui oggi chiediamo che gli stessi codici ATECO che attualmente sono riservati ai Grossisti, come una categoria merceologica appropriata, vengano riconosciuti anche ai Distributori. In merito alla nostra richiesta l’ISTAT ci ha comunicato che si tratta di un problema non solo nazionale, ma europeo, in quanto anche altre nazioni stanno chiedendo questo aggiornamento dei codici per il canale Horeca. La questione è nata anche a causa della pandemia, perché quando c’è stato il lockdown i codici ATECO che erano dei Grossisti tradizionali non sono stati presi in considerazione, perché in quel momento la categoria dei Grossisti è stata quella che ha avuto maggiori benefici proprio perché il fuoricasa e i consumi relativi erano azzerati e tutto ciò si è riverberato sui consumi in famiglia. Questo ha concesso ai Grossisti, che servivano supermercati, negozi di vicinato, door to door, ecc., indubbi vantaggi, nonché incrementi di fatturato; non stupisce, quindi, che le Istituzioni evitassero di concedere alla categoria ulteriori benefici oltre a quelli che avevano già ottenuto. Al contrario, il Distributore del canale Horeca è rimasto fermo, bloccato, non ha ricevuto nulla e non è stato riconosciuto perché non erano ancora in atto i codici ATECO dei Distributori».

 

LA RICHIESTA

«Quello che chiediamo noi ora è: uniformare i codici ATECO con la categoria merceologica che ci appartiene. Così, avremo due codici ATECO distinti: uno per i Grossisti tradizionali e uno per i Distributori del canale Horeca. Abbiamo indirizzato la nostra richiesta all’ISTAT che l’ha parzialmente presa in carico e l’ha inoltrata al Comitato competente che la vaglierà e ci dirà cosa fare. Visto che noi oggi rappresentiamo la categoria per oltre il 60% del settore relativo al canale Horeca, abbiamo la presunzione di essere ascoltati e presi in considerazione. Questo perché siamo rappresentativi della categoria nella sua interezza: non solo nel Beverage, ma anche nel Food, nel Dolciario, nel Catering e nel Gelo, tutto quello che è il settore distributivo del canale Horeca».

I VANTAGGI

«Quando si va a parlare con le Istituzioni, anche per il piano PNRR, occorre identificare la nostra categoria. Pertanto, se noi siamo identificati con un codice ATECO preciso anche le Istituzioni sanno dove convogliare investimenti, altrimenti continua a esserci una totale confusione su quello che è il nostro vero ruolo distributivo nel canale Horeca. Questo è il problema più grande oggi, ma lo sarà anche in futuro perché il Grossista tradizionale ha delle problematiche che sono assolutamente diverse dalle nostre e bisogna tenerne conto. Mentre il Grossista ha mantenuto una forma di distribuzione normale, che era quella del vecchio distributore di bevande, infatti, per noi Distributori le cose nel tempo sono cambiate. Oggi tutte le aziende si affidano ai Distributori per consegnare i loro prodotti ai punti vendita e noi siamo diventati una categoria specializzata, non più generalista. Le aziende non vanno più al dettaglio, passano tutte attraverso i Distributori». In merito al PNRR, Solei chiarisce: «Dovremo tenere conto che con il PNRR le qualifiche adottate ci concedono una migliore e più incisiva iniziativa di supporto alla categoria che oggi rappresentiamo in Italia con oltre il 60% del giro d’affari».

 

I DIVERSI STEP

Solei ha ricevuto un rapido riscontro dalla Direzione Centrale per le Statistiche Economiche (DCSE) dell’ISTAT, la quale ha chiarito che l’ISTAT, dal 30 giugno 2020, è impegnato nel processo di revisione della classificazione ATECO, in parallelo ad altre attività di revisione delle classificazioni internazionali. Lo svolgimento del processo di valutazione e predisposizione della nuova ATECO è supportato dal Comitato interistituzionale ATECO, che si occupa quindi sia di governare il processo di revisione dell’ATECO, sia di valutare le richieste di modifica ATECO per l’aggiornamento della versione corrente della classificazione delle attività economiche ATECO. Sarà proprio il Comitato ATECO a valutare la richiesta di modifica del presidente della Rete Distributori Horeca Edoardo Solei.

La DCSE precisa, inoltre, che: «Le problematiche del settore Horeca sono già oggetto di analisi e discussione anche in sede EUROSTAT».

 

UNA PROPOSTA CONDIVISA

Solei ha già provveduto a compilare il modulo ufficiale da inviare al Comitato competente dell’ISTAT al fine di richiedere la revisione e l’adeguamento di nuovi codici ATECO per una nuova Classificazione. I nuovi codici ATECO già modificati sono stati condivisi con tutti i rappresentanti dei Consorzi che fanno parte della Rete, al fine di avere un riscontro sulle caratteristiche che possano contraddistinguere in modo appropriato il canale Horeca che attualmente RDH rappresenta in tutte le componenti. «Non possiamo e non vogliamo assumere – chiarisce Solei – nessuna iniziativa che non sia condivisa con tutti i Consorzi, perché il nostro futuro per il PNRR passa anche dalla nuova categoria dei codici ATECO». Inoltre, stiamo affrontato anche il tema relativo alla riduzione dei termini concessi sui pagamenti Art. 62, in quanto pare che siano stati esclusi i pubblici esercizi. Una situazione, questa, che crea ulteriori difficoltà ai Distributori, che, da un lato, trovano una riduzione dei termini di pagamento da parte delle aziende fornitrici, mentre, dall’altro, non hanno alcuna possibilità di ridurre i termini di pagamento dei propri clienti.

I NUMERI DI RDH

RDH, Rete di impresa di distributori Horeca Italia, nasce nel 2021 per dare voce al comparto della distribuzione all’ingrosso per il canale Horeca. Nello stesso anno viene firmato un protocollo di intesa tra AGroDiPAB e RDH al fine di veicolare in maniera univoca e chiara le istanze del comparto alle Istituzioni. L’intero settore Horeca in Italia conta circa 450mila aziende, essenzialmente costituite sotto forma di ditta individuale e società di persone, di cui Bar e Ristoranti rappresentano le categorie più numerose, e complessivamente coinvolge circa 1.300.000 occupati. Le aziende distributrici di prodotti alimentari e bevande sono circa 4.000, per lo più costituite sotto forma di società di capitali, e coinvolgono oltre 50mila dipendenti, in quanto preposti al supporto e alla fornitura dei beni e dei servizi essenziali per gli esercizi pubblici del canale Horeca.

Si segnala il recente ingresso nella Rete della Cooperativa Italiana Catering, CIC. (Intervista nelle pagine a seguire)

CODICE ATECO: COS’È E A COSA SERVE?

Il Codice Ateco (Codice di Attività Economiche) rappresenta  la classificazione delle attività economiche ed è una tipologia di classificazione adottata dall’Istituto Nazionale di Statistica italiano (ISTAT). Oggi è in uso la versione Ateco 2007, entrata in vigore il 1° Gennaio 2008. In merito al funzionamento, è utile sapere che ogni Codice Ateco è composto da una serie di numeri e lettere: se il codice è più lungo significa che ci sono informazioni più dettagliate. Le attività economiche sono raggruppate dalle più generiche, a quelle più specifiche, in varie sezioni (codifica: 1 lettera), divisioni (2 cifre), gruppi (3 cifre), classi (4 cifre), categorie (5 cifre) e sottocategorie (6 cifre). Il Codice Ateco è necessario se si vuole aprire la partita IVA, in quanto consente di identificare il gruppo di attività che si svolgeranno. Per le aziende o privati che svolgono più attività contemporaneamente, non occorre aprire più partite IVA. Per avere diversi Codici Ateco, basterà assegnarne altri alla partita IVA già attiva, che diventeranno primari e secondari.

«Dobbiamo unirci affinché la nostra voce risuoni forte e chiara alle orecchie delle Istituzioni. Perché insieme diamo forza alla categoria a vantaggio di tutti». Per aderire alla Rete occorre presentare domanda a mezzo PEC a: retehoreca@pec.it. Per info clicca qui

 

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