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IL NUOVO CORSO DI CIC

Nella foto di copertina: Lorenzo Morelli, vicepresidente CIC

Una comunanza di intenti e una vision condivisa alla base della filosofia del consorzio che si conferma un punto di riferimento sull’intero territorio nazionale

Il percorso evolutivo della Cooperativa Italiana Catering, CIC, si incrocia oggi con la recente formazione di RDH, Rete di Impresa Distributori Horeca Italia. La Cooperativa Italiana Catering è una realtà consortile nata nel 1999 dall’idea comune di un gruppo di distributori del fuori casa che hanno saputo cogliere il valore dell’unione e le opportunità offerte dall’aggregazione dei volumi per poter avere una maggiore forza contrattuale. Questa felice intuizione li ha portati così a creare una rete di imprenditori che, avendo interessi non conflittuali, potessero confrontare le loro esperienze e trarre reciproci benefici per il loro business e la loro impresa. Dagli iniziali 12 soci, diventati oggi 34, CIC rappresenta la piena espressione delle potenzialità dell’imprenditoria: organizzare le risorse all’obiettivo. Concretizzando uno sviluppo vantaggioso tanto per i soci, quanto per i clienti.

foto i stock

Chiediamo a Lorenzo Morelli, vicepresidente CIC, quali nuove decisioni sono state prese per cogliere le migliori occasioni offerte attualmente dal mercato.

CIC è oggi un punto di riferimento nel canale Ho.Re.Ca. in tutto il territorio nazionale, e non solo…

«Esatto – conferma Lorenzo Morelli – siamo capillarmente presenti in tutta Italia, abbiamo soci in Austria, Croazia e Slovenia e un’importante connessione distributiva con gli USA. Come unione di imprenditori, traiamo vantaggio dalla messa in comune di idee, strategie, buone pratiche commerciali e dal dialogo con i fornitori. Ma oggi quello che ci differenzia maggiormente è una vision comune e una compagine sociale coerente con la politica di marca che CIC sta intraprendendo. Il rallentamento del lavoro degli ultimi anni ci è servito per fare profonde analisi di mercato, oggetto per altro di una tesi di Master. Abbiamo individuato gap e potenzialità di mercato e il nostro obiettivo è dare risposte concrete al canale Food Service nel medio periodo».

Perché CIC ha aderito a Rete?

«Avendo chiara consapevolezza delle lacune del settore – prosegue Lorenzo Morelli – abbiamo deciso di aderire a Rete di Impresa Distributori Horeca Italia: vi sono numerose esigenze comuni ai distributori del canale Ho.Re.Ca. che possono essere comunemente sostenute per rappresentare una voce carismatica. La nostra natura e forza cooperativistica ci proiettano ad avere obiettivi comuni. Siamo imprenditori e facciamo impresa, spingendoci oltre i limiti dell’individualità per conseguire obiettivi comuni».

Cosa vi aspettate dalla collaborazione con Rete di Impresa Distributori Horeca?

«Dall’ampliamento della platea di imprenditori Horeca potrebbe scaturire, in primis, una maggior forza rappresentativa con le Istituzioni, o con l’industria del Food&Beverage; e ancora, uno scambio di informazioni maggiori tra imprenditori che hanno affrontato diverse dinamiche commerciali, estendendo la rete di competenze. L’uso del condizionale è legato al fatto che la nostra storia ci ha insegnato che tutto questo è possibile avendo chiari e comuni gli obiettivi, manifeste le intenzioni e coordinando le risorse. Ciò premesso, siamo aperti a questa nuova iniziativa, a cui abbiamo aderito da poco più di un mese, e disponibili a percorrerla».

Ci sono altre importanti novità?

«Dopo un’analisi sulla percezione dei nostri marchi privati, che caratterizzano le categorie di prodotti che distribuiamo, abbiamo deciso di focalizzarci sul brand Qualitaly, che meglio rappresenta e sintetizza il portfolio CIC. Abbiamo intrapreso un attento restyling del logo e stiamo sviluppando una forte identità di marca, coniugando bontà e bellezza come elementi imprescindibili di una selezione territoriale che racconti la biodiversità dei nostri prodotti. Uno stile alla Coco Chanel: “Per essere unici bisogna essere insostituibili”».

foto di gruppo staff CIC

Nella foto in piedi da sinistra, Massimo Sassi, Roberto Zanobi, presidente CIC, Antonio Bocchi, Nicola Levorato. In basso da sinsitra, Silvestro Panconi, Lorenzo Morelli, vicepresidente CIC Giuseppe Di Maggio

 

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