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RIFORMA CODICI ATECO DELLA DISTRIBUZIONE HORECA

Identità e futuro di una filiera

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L’impasse pandemica del 2020, con i suoi strascichi in termini di chiusure e rimodulazione operativa delle attività produttive, ha posto per la prima volta sotto i riflettori dell’azione politica l’esigenza di inquadrare in maniera statistica le realtà economico-produttive destinatarie di interventi, sussidi e misure di sostegno, proprio in ragione della sospensione delle attività e del conseguente crollo dei fatturati. È emersa in quella sede la consapevolezza dell’assenza di un inquadramento specifico e funzionale alle esigenze di determinati segmenti economico-produttivi, tale da rappresentare un elemento ostativo per l’individuazione di misure specifiche di settore. Pertanto alcuni settori, tra cui quello della distribuzione di prodotti alimentari e bevande per il canale Horeca, sono rimasti esclusi dalla destinazione di risorse e misure di sostegno che si sono alternate nel corso del biennio 2020/21.

 

NECESSARIA RIFORMA DEI CODICI ATECO

Se per alcuni settori si è proceduto con legge all’individuazione di un codice ATECO – si ricorda l’emendamento al decreto Sostegniter con cui l’ISTAT è stata chiamata a definire un codice ATECO specifico per le attività del settore dell’organizzazione di matrimoni – per quello della distribuzione Horeca non si è potuto agire in questa direzione: infatti, i codici ATECO entro cui ricadono le attività dei distributori Horeca sono i medesimi della distribuzione in senso generale, ivi compresa quella della GDO. Tale inclusività non ha consentito di operare un intervento chirurgico limitato alla sola distribuzione Horeca, in considerazione del fatto – come noto – che la distribuzione GDO non ha subito alcun contenimento in occasione della chiusura prima e del conseguente rallentamento poi, delle attività dei pubblici esercizi e delle realtà economiche di destinazione del prodotto distribuito.

 

IL CONFRONTO CON IL COMITATO ATECO DELL’ISTAT DAL 2022

Partendo da siffatte premesse, in data 10 giugno 2022, Rete Horeca (Rete di impresa di distributori Horeca Italia) ha sottoposto formale istanza di modifica della classificazione ATECO del comparto, indirizzando apposita istanza al Comitato ATECO, presso l’ISTAT. Nella predetta istanza è stato richiesto che il cod. ATECO 46.3 venisse suddiviso in due categorie distributive distinte: commercio all’ingrosso e commercio all’ingrosso distributori canale Horeca – fuori casa, al fine di differenziare il commercio all’ingrosso nelle DUE destinazione dei consumi: Commercio all’ingrosso (Attuale) che rappresenta i consumi “in casa”, che coinvolgono esercizi tradizionali, negozi selfservice di dimensioni limitate e con un’ampia gamma di prodotti (superette), mercati rionali fino ai supermercati/Ipermercati e hard discount e Commercio all’ingrosso distributori canale Horeca – fuori casa, rappresentato da tutti gli esercizi commerciali Foodservice quali Alberghi, Bar, Pub, Ristoranti, Pizzerie, Discoteche, Ristorazione Collettiva, Vending e Para-foodservice e tutto quanto rappresentato dalla SEZIONE I CLASSE 55 e CLASSE 56 della classificazione ISTAT. L’istanza, pertanto, ruotava intorno all’esigenza di inquadrare, anche a livello statistico, le imprese operanti nella distribuzione di prodotti alimentari e di bevande. In questa prospettiva la richiesta dei distributori è stata quella di legittimare l’attribuzione di un codice ATECO specifico, mediante l’introduzione, nell’ambito dell’attuale classificazione alfanumerica delle attività economiche di distribuzione di prodotti alimentari e di bevande, di un ulteriore elemento, al fine di evidenziarne il nesso specifico con la distribuzione di prodotti alimentari e di bevande destinata al solo settore Horeca.

 

UN MERCATO IN EVOLUZIONE

Al netto delle urgenze sollevate dalla crisi pandemica e dalla opacità – in termini di configurazione statistica – del settore della distribuzione Horeca, l’istanza di riforma si è resa anche necessaria alla luce dell’evoluzione delle dinamiche del mercato di riferimento, in considerazione del fatto che in passato le aziende di produzione si avvalevano di una propria rete di vendita che serviva direttamente il dettaglio, fatto da pubblici esercizi del canale Horeca e da tutti gli esercenti al dettaglio (negozi di vicinato, superette e supermercati) lasciando al Grossista tradizionale l’integrazione della copertura distributiva senza distinzione tra i due mercati, quale quello dei consumi “in casa”, compresa la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e il ” fuori casa”, riconosciuto a livello internazionale come canale Horeca. Negli anni la situazione distributiva si è particolarmente evoluta, le aziende di produzione, in ragione della frammentazione del mercato del “fuori casa” hanno affidato la distribuzione dei loro prodotti ai Grossisti, elevandone il ruolo e qualificandoli in partnership come distributori, affidando a loro la distribuzione diretta nel canale Horeca

Purtroppo questa evoluzione socio-economico-commerciale non si è palesata in una evoluzione statistica che è rimasta ancorata ai termini vigenti anni addietro.

 

A CHE PUNTO SIAMO?

Come noto le classificazioni statistiche delle attività non sono di pertinenza esclusivamente italiana, ma ricadono entro un meccanismo classificatorio internazionale che ne rappresenta sicuramente un limite in considerazione del carattere diversificato del mercato di riferimento nei singoli Paesi. Nella scorsa settimana il Comitato ATECO ha segnalato a Rete Horeca, che l’Eurostat avrebbe comunicato l’intenzione di attivare una ricognizione rapida tra tutti gli Stati membri sulle traduzioni dei titoli della Classificazione delle attività economiche NACE REV 2.1 Si ricorda a tal riguardo che fu il regolamento (CE) n. 1893/2006 a definire una classificazione gerarchica a quattro cifre delle attività economiche, definita appunto NACE (Nomenclature statistique des activités économiques dans la Communauté européenne) Revisione 2 (NACE Rev. 2), che è coerente con la classificazione internazionale di tutti i rami di attività economica delle Nazioni Unite.

 

UN’ATTENTA RIFORMULAZIONE

In questa finestra temporale, entro la quale il predetto Comitato ha invitato gli stakeholder a indicare refusi e correttivi, Rete Horeca ha segnalato, con rinnovata forza, l’urgenza di una nuova classificazione dei Cod. Ateco, distinguendo l’attuale cod. ATECO “46-3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e tabacchi” e di seguito le varie sotto categorie per finire con “46-39 Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti alimentari, bevande e tabacchi” (la più usata attualmente dai distributori del Food & Beverage), che non consente una diversificazione tra il “settore dei consumi fuori casa – Horeca” rispetto al “ settore dei consumi in famiglia di competenza del settore all’ingrosso generico”. Tale riformulazione, rifinita rispetto a quanto originariamente previsto nella prima istanza del 2022, nasce dall’esigenza di non stravolgere completamente l’attuale nomenclatura e di evitare che sussistano diversificazioni rispetto alla classificazione europea, con la quale quella italiana deve essere armonica.

 

UN’ILLEGITTIMA SOVRAPPOSIZIONE

Come dicevamo il limite principale è proprio rappresentato dai vincoli della classificazione internazionale, alla quale ISTAT deve attenersi: è in corso un’operazione di costante confronto proprio con ISTAT tesa ad operare anche in itinere correttivi e riformulazioni che consentano comunque di approdare ad una revisione dei codici ATECO, che esorcizzi – in maniera risolutiva e definitiva – l’errata quanto illegittima sovrapposizione statistica di due segmenti della distribuzione diversi e non assimilabili.

 

SULLA STRADA GIUSTA

La questione, oggetto anche di apposito articolo nell’ambito di una proposta di legge a prima firma dell’On. Riccardo Zucconi, attualmente depositata presso la Camera dei Deputati, rispecchia un confronto avviato – parallelamente – in sede parlamentare teso a sensibilizzare il Parlamento su un punto che è stato un limite palese nella gestione degli aiuti e dei sostegni durante la drammatica esperienza pandemica. Il supporto raccolto nella predetta sede rappresenta un riferimento e un segnale di fiducia a cui vogliamo guardare con attenzione in occasione dei prossimi step dell’istruttoria in fieri presso il Comitato ATECO. Per quanto il percorso possa sembrare impervio e complesso siamo consapevoli di essere sulla strada giusta.

 

LA PROPOSTA DI RETE HORECA – AGRODIPAB AL COMITATO ATECO
SOTTOPOSTA IN DATA 24 GENNAIO 2024

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