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IL VALORE DI FARE SISTEMA

Nella foto di copertina: Fabio Molinari, responsabile commerciale Cateringross

di Morena Scotti

Il confronto e la condivisione diventano oggi strumenti fondamentali per promuovere la crescita sia delle singole imprese sia della rete

Cateringross è una Società Cooperativa attiva nel canale foodservice con sede a Casalecchio di Reno. Costituita nel 1983, vanta la presenza di 40 soci che coprono con il loro servizio quasi tutta l’Italia, l’Austria, la Slovenia e la Costa Azzurra, con una forza vendite complessiva di oltre 500 agenti e circa 60mila esercizi pubblici serviti.

Il valore principale di Cateringross è fare sistema e la sua mission è quella di costruire e sviluppare una vera rete di imprese. Fare sistema, infatti, vuol dire condividere informazioni, dati, progetti e azioni in modo comune.

Ma fare sistema vuol dire anche rafforzare il gruppo, perché rappresenta il mezzo più importante a cui attingere per avere supporti esclusivi per la propria crescita. Solo condividendo esperienze e confrontandosi sull’operatività e il modo di agire gli imprenditori hanno l’opportunità di crescere, migliorando l’efficienza della propria azienda.

A descriverci difficoltà e prospettive del consorzio è Fabio Molinari, responsabile di sede e responsabile commerciale di Cateringross. Come avete affrontato la pandemia e come vi siete riorganizzati, ad esempio, a livello logistico?

«La pandemia ci ha messo a dura prova, ma ogni componente del gruppo, confrontandosi e portando ognuno le proprie esperienze, attraverso degli incontri settimanali in videoconferenza, ha permesso alle aziende di rivedere il proprio servizio, evitando errori su attività intraprese già da alcuni soci e sviluppando invece vendite sulle esperienze positive altrui. Per quanto riguarda il servizio logistico, con la pandemia si è assistito a una modifica importante del servizio, ossia le aziende distributrici ricevevano una numerica di ordini più elevata ma di importi più piccoli. Questo ha indotto le aziende a rivedere completamente il proprio modo di operare, concentrandosi di più sui clienti migliori e adeguando il servizio in modo da essere più veloci nel consegnare la merce. In questi due anni i soci hanno avuto più tempo e occasioni di confrontarsi e questo ha rafforzato il gruppo. Inoltre, sono stati intrapresi diversi progetti con l’intento comune di fare gruppo, condividere le scelte commerciali e le politiche di vendita, puntando sempre più sui prodotti a marchio esclusivi del gruppo, tant’è vero che già nel 2021 abbiamo sviluppato con i prodotti a marchio oltre il 10% in più di quanto fatto nel 2019. Sempre in questi due anni, i soci hanno avuto il tempo di riorganizzare la propria attività inserendo nel proprio assortimento referenze di settori merceologici che non trattavano ancora, in primis il pesce fresco, dando un servizio ancora più completo alla propria clientela. Tutte queste attività di riorganizzazione del servizio logistico, revisione di tutte le attività interne per cercare efficienza, ampliamento assortimentale per soddisfare sempre più le esigenze della propria clientela in linea con i cambiamenti del mercato, ci stanno permettendo di affrontare la ripartenza dopo la pandemia sfruttando il pieno potenziale delle varie aziende socie. Infatti, nel primo quadrimestre la crescita delle vendite è di quasi il 90% rispetto al medesimo periodo nel 2021 e del 10% in più rispetto al 2019».

Quando la pandemia sarà finalmente alle spalle, secondo voi su quali livelli si attesteranno i consumi Horeca?

«Quest’anno sarà uno dei migliori per quanto riguarda il mondo Horeca, in quanto dai numeri di questi primi mesi si vede già che la gente ha una grandissima voglia di tornare ad andare fuori e riprendere a socializzare, a stare insieme, dopo due anni di paure. Le prenotazioni nelle località di villeggiatura lo testimoniano, come pure il ritorno del turismo proveniente dall’estero a cui stiamo assistendo. Il forte cambiamento dei consumi a cui assisteremo, più che in conseguenza degli ultimi due anni di pandemia, sarà causato dall’esplosione dell’inflazione dovuta principalmente alla guerra in Ucraina e alla poco lungimirante politica dell’Europa per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime, legate sia all’energia sia all’alimentazione. La ristorazione dovrà proporre alla propria clientela nuovi menu composti da piatti validi e che creino interesse, andando a utilizzare materie prime alternative che siano più economiche, per non dover alzare, in modo importante, i costi che la propria clientela dovrà sostenere. Clientela che si troverà sempre meno soldi da spendere a causa della diminuzione del potere d’acquisto, in quanto i servizi essenziali, la benzina e i prodotti alimentari stanno tutti aumentando notevolmente».

Come avete conosciuto e vi siete approcciati a Rete di Impresa Distributori Horeca Italia?

«A Rete di Impresa Distributori Horeca Italia ci siamo avvicinati grazie alla continua e costante attività svolta dal Presidente Edoardo Solei nel contattare e proporre incontri e tematiche ai vari protagonisti della distribuzione. Cateringross è un consorzio di distributori e quindi sappiamo molto bene che fare gruppo vuol dire avere una forza e un’importanza nel mercato che la singola impresa non potrà mai avere; inoltre, è soprattutto grazie alla possibilità di confrontarsi quotidianamente con altre imprenditorialità, che si può crescere e migliorare sotto tutti i punti di vista, dal gestionale nell’affrontare le problematiche che si presentano quotidianamente, alla visione del futuro, a portare avanti istanze con le istituzioni con le quali altrimenti non riusciresti a rapportarti. È stato già un successo che le istituzioni abbiano riconosciuto la nostra filiera dopo che, per due anni, non ci hanno mai considerato quando hanno deliberato aiuti alle attività che hanno subito importanti danni dalle chiusure legate alla pandemia. La nostra filiera è stata tra quelle che sono state colpite maggiormente dalle conseguenze dovute alle decisioni prese dalle istituzioni nel cercare di limitare i contatti personali».

Quali sono le ragioni che vi hanno spinti a entrare a fare parte della Rete?

«Far parte della Rete, come ho già detto, è una grossa opportunità per confrontarsi con altri imprenditori in modo da crescere e migliorarsi evitando di fare errori prendendo decisioni errate. Il nostro lavoro è distribuire prodotti, pertanto migliorare la supply chain ed evitare di commettere errori è la base per avere aziende che vadano bene».   

Come pensate che l’ingresso nella rete possa avvantaggiarvi?

«Le aspettative sia nel breve sia nel lungo periodo è far sentire la voce della nostra filiera e illustrare il nostro punto di vista su tutte le problematiche e gli effetti che scaturiranno dalle decisioni che si dovranno prendere su tutte le tematiche e gli argomenti che si dovranno affrontare in merito al Next Generation EU e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

 

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L’ormai noto decreto legislativo numero 81 del 2008 prevede che il datore di lavoro effettui la valutazione di tutti i rischi. Molto spesso, nella mia attività di consulente, ho avuto modo di constatare che il cosiddetto rischio sismico non viene trattato in modo esaustivo.