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LA FORZA DELLA RETE

Condivisione di valori, coesione, partecipazione e confronto. Perché l’unione fa davvero la forza…

di Lorena Tedesco

Proseguiamo la nostra panoramica sui personaggi principali della neonata Rete Horeca con l’intervista al vicepresidente di Rete Horeca Giuseppe Arditi, che ricopre altresì la carica di presidente del Consorzio Ursa Major Group e vicepresidente di AGroDiPAB (Associazione dei Grossisti della Distribuzione di Prodotti Alimentari e di Bevande).

PARTENDO DAL CONSORZIO…

Nato 11 anni fa – ci spiega Giuseppe – Ursa Major Group è un gruppo di 21 imprenditori specializzati nel settore bar che propone prodotti alimentari per la distribuzione». Questa associazione consortile dedicata al Food è stata in grado di costruire una rete commerciale capillare, capace di interfacciarsi con tutti i mercati di riferimento, normal trade, grande distribuzione e distribuzione organizzata, hotel, ristoranti, bar e mense. «La nostra mission è valorizzare ogni singolo partner e riuscire a creare ricchezza, crescita e sviluppo per i propri clienti e collaboratori, contribuendo poi a uno sviluppo sostenibile della comunità in cui i suoi associati operano». «La vision invece – aggiunge Giuseppe – è accorciare le distanze tra il produttore e il distributore facilitandone poi la relazione, per esempio presidiando sempre il territorio in modo concreto con tutti i nostri venditori».

Foto dei Roll-Up: Giuseppe Arditi insieme ad alcuni degli associati al Consorzio Ursa Major

IMPRENDITORI CHE GUARDANO AVANTI

«Grazie al nostro spirito imprenditoriale, anno dopo anno abbiamo superato tutte le difficoltà e oggi siamo ancora qui, uniti perché condividiamo non solo i valori ma anche molte situazioni. Noi infatti iamo sia un consorzio sia un’associazione. Quindi, come consorzio facciamo i contratti che poi portiamo in periferia e come associazione creiamo tutta una serie di percorsi di formazione: abbiamo fatto la master university per 3 anni, ogni anno facciamo un viaggio in un continente diverso per conoscere baristi, ristoratori, importatori, per vedere come operano gli altri Paesi».

Come avete affrontato la pandemia e come vi siete riorganizzati, ad esempio, a livello logistico?

«Ci siamo concentrati soprattutto sull’aspetto logistico, dove abbiamo cercato di potenziare tutto il nostro servizio. Abbiamo creato un servizio “Talk e Tore”. Per Monza e Milano, ad esempio, con questo servizio telefoni, ordini e ti consegniamo la merce in giornata, oppure ordini e ritiri qui in azienda. Inoltre, abbiamo potenziato tutti i nostri automezzi investendo su veicoli più piccoli, abbiamo cambiato le divise, abbiamo fatto dei controlli e un programma per la gestione percorso al fine di migliorarlo. Tutto al fine di migliorare i servizi che offriamo, puntando soprattutto sul nostro servizio velocissimo di consegna e su quello di scegliere i prodotti ad hoc per i nostri clienti. Così, riusciamo a garantire al cliente un servizio efficiente, non solo in termini di qualità e convenienza, ma anche di assistenza e consulenza,  soddisfando due tipi di esigenze diverse: da una parte solo il prezzo e dall’altra un servizio a 360°».

Quali sono i vantaggi attuali, alla luce di ciò che è successo,  per i soci di un consorzio?

«La prima cosa è non essere soli. Perché, specialmente durante il lockdown, tutti i nostri associati erano un po’ in difficoltà. Noi però abbiamo sempre voluto manifestare la nostra vicinanza, ad esempio tramite delle videoconferenze ogni 15/20 giorni dove discutevamo dei nostri problemi, abbiamo coinvolto i fornitori e ci siamo confrontati, in modo da essere sempre “sul pezzo”. E, da adesso, ogni sabato mattina, ci sentiamo per discutere di varie questioni, ad esempio come tagliare i costi; oppure facciamo intervenire un fornitore per darci qualche consiglio. Ci siamo così resi conto quanto noi associati abbiamo bisogno di un confronto continuo e costante, che risulta utile sia da un punto di vista pratico, sia anche semplicemente per sfogarci. È durante questo periodo di pandemia che è nata l’idea di creare la Rete Horeca con tutti i grossisti, per far sì che il governo ci desse più ascolto. Così abbiamo fatto 2 incontri con 4 senatori che ci hanno dato consigli per poi presentare degli emendamenti al nostro Governo; alcuni sono andati in porto, altri no, ma qualcosa lo abbiamo ottenuto. E poi abbiamo creato l’associazione di categoria AGroDiPAB che tiene i rapporti con le istituzioni per far sì che la politica presti maggiore attenzione ai grossisti. Infine, abbiamo ottimizzato i processi e i costi costantemente, così che quando ripartiremo saranno parecchi ad avere utili molto più importanti. Insomma, negli scorsi mesi direi che ci siamo dati parecchio da fare…».

Quando la pandemia sarà finalmente alle spalle, secondo voi su quali livelli si attesteranno i consumi Horeca?

«Noi abbiamo visto che la colazione ha mantenuto abbastanza bene e gli aperitivi sono esplosi, mentre il pranzo è crollato, soprattutto nelle grandi città, per via dello smart working, meno in provincia. Inoltre abbiamo rilevato pochi problemi sul bar e un po’ di più sulla ristorazione, mentre gli alimentari non hanno avuto problemi, semmai hanno registrato un incremento. Secondo noi la ripresa sarà esplosiva su alcuni settori, in particolare l’aperitivo, che riteniamo che avrà ancora una crescita piuttosto importante, la colazione tornerà ai vecchi fatturati, mentre il pranzo avrà ancora qualche problema, dal momento che sono cambiate le abitudini e tanti lavoreranno ancora da casa».

Nella foto, scattata durante la “Vinitaly Special Edition” 2021, in occasione della tavola rotonda “Il ruolo determinante della distribuzione e della rete Horeca” (da sinistra): il presidente del consorzio Ursa Major Group Giuseppe Arditi nella sua carica di vicepresidente rapporti con le Istituzioni Governative Rete Horeca; la giornalista Elena Giordano; Romolo Lanciotti, vicepresidente Rete Horeca con delega rapporti con le aziende; Maurizio Danese, presidente Fiere Verona; Edoardo Solei, presidente Rete Horeca; Massimiliano Capogrosso, direttore commerciale Ferrari Spumanti; Silvia Molinari, direttore vendite Coca-Cola Italia

Nell’ultimo anno c’è stato qualche cambiamento che probabilmente resterà nelle abitudini dei  consumatori in merito alla scelta dei prodotti richiesti?

«Sì, green, sostenibilità, territorialità prossimità e salutismo. Abitudini un po’ nuove a cui la gente sta più attenta, soprattutto alla salute. L’altra cosa che abbiamo notato è la grande attenzione a prodotti di qualità più elevata, di produzione artigianale, realizzati con materie prime e ingredienti di prima scelta, e attenti all’ambiente, soprattutto nel packaging. I fornitori, infatti, se devono usare la plastica usano quella riciclata e anche noi distributori abbiamo richiesto ai nostri fornitori di farci avere delle certificazioni».

Come avete conosciuto e vi siete approcciati alla Rete Horeca, Rete d’Impresa Distributori Horeca Italia?

«Ho avuto il primo contatto con il presidente della Rete Edoardo Solei circa un anno fa dove mi ha proposto il suo progetto. Io poi ho sentito il parere dei miei associati che hanno visto subito di buon occhio la sua proposta di creare un gruppo, o meglio una rete di grandi consorzi in Italia. Che quindi comprendono esperti di food con specificità nel bar (noi di Ursa Major Group), esperti specifici nella ristorazione pura e poi altri specifici nelle bevande. Quindi, abbiamo ritenuto molto interessante creare questo gruppo con 12 tra consorzi e qualche azienda, ciò che per noi ha rappresentato davvero una crescita grazie al confronto continuo con tutti i presidenti dei consorzi, anche a Roma, e con i politici, come il ministro Garavaglia, ci ha consentito di avere una visibilità decisamente maggiore».

Quali sono le ragioni che vi hanno spinti a entrare a fare parte della Rete?

«Innanzitutto il fatto di restare uniti, di creare un grande gruppo, così da accrescere anche la nostra forza. Ecco qualche numero: siamo 12 tra consorzi e aziende con 5 miliardi di fatturato e 20mila collaboratori dipendenti. Con un gruppo come questo ovviamente l’attenzione che otteniamo è diversa da quella che otterremmo come singoli… Altro aspetto molto interessante è che facciamo parte anche della filiera del turismo: quando arriva un turista, infatti, in totale passa 16/17 ore circa tra albergo, bar e ristorante… che vengono serviti da noi grossisti!  Oltre a proporre i prodotti migliori, diamo consigli e facciamo corsi di formazione. Inoltre, in questo anno e mezzo abbiamo fatto un po’ da banca a tutti i piccoli baristi e ristoratori: perché le banche non davano i soldi e abbiamo mantenuto i pagamenti a 60/90 giorni».

Foto dei Roll-Up: Giuseppe Arditi insieme ad alcuni degli associati al Consorzio Ursa Major

Come pensate che l’ingresso nella rete possa avvantaggiarvi?

«Per la maggiore visibilità, la possibilità di proporre altri emendamenti a tutela della categoria e dei prodotti, soprattutto in termini di finanziamenti e sostegni».

Quali le vostre aspettative nel breve /lungo periodo?

«Il fatto di poter accrescere ulteriormente la nostra visibilità e migliorare i rapporti con i politici e le istituzioni. Noi siamo consapevoli del fatto che oggi, insieme ad Aldo Di Biagio di AGroDiPAB e a Edoardo Solei di Rete Horeca, siamo ancora più forti e cercheremo di acquisire ancora più forza con il PNRR e cercheremo di fare ancora dei tavoli di filiera per avere ulteriore visibilità e aiutare così baristi, ristoratori e coloro che hanno un hotel, come pure noi grossisti.

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