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GREEN DATA

Puntare sulla sostenibilità conviene davvero? Ecco i numeri di chi guarda a nuovi modelli di business

Il trend è noto a tutti. Green, sostenibile, a impatto zero. Termini sempre più utilizzati anche nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. E non solo a parole. I numeri presentati nell’edizione 2021 del Food Industry Monitor, il cui campione rappresenta circa il 71% delle società di capitali operanti nel settore, raccontano un quadro nel quale il 93% delle aziende italiane si è impegnato a incrementare negli ultimi 5 anni gli investimenti in sostenibilità. Un percorso di crescita significativo anche in termini di peso, con un incremento medio dell’investimento stesso che si è attestato al 38% dal 2015 ad oggi.

93%

AZIENDE CHE HANNO INCREMENTATO INVESTIMENTI SOSTENIBILI*

38%

INCREMENTO MEDIO DEGLI INVESTIMENTI IN SOSTENIBILITÀ*

*negli ultimi 5 anni

Fonte: Carmine Garzia Food Industry Monitor 2021

IMPATTO SULLA CRESCITA
Crescita ricavi
(CAGR 2015-2019)

Fonte: Carmine Garzia, Food Industry Monitor 2021

CAGR IN AUMENTO

Puntare sul green è diventato oggi essenziale per la futura tenuta socio-ambientale del mercato e dell’economia globale. Saper implementare nuovi modelli di business, comunicandoli correttamente, permette di ottenere un riscontro oggettivo anche in termini di profitto, con una crescita connessa che ha visto il CAGR (Compound annual growth rate, ovvero Tasso annuo di crescita composto) salire di oltre 4 punti percentuali negli ultimi 5 anni pre pandemia. Ma cosa significa puntare davvero sulla sostenibilità? Quali sono le più efficaci best practice che tanto le aziende quanto i protagonisti dell’ospitalità italiana possono mettere in campo? E quali le linee guida per evitare di cadere, inconsapevolmente, nel rischio greenwashing?

STRATEGIA FORMALIZZATA

Il primo passo è quello di forma-lizzare una strategia specifica. Se l’80% delle aziende analizzate dal Food Industry Monitor dichiara di sentirsi sostenibile e ha intenzione di aumentare gli investimenti nei prossimi 3 anni, solo il 56,7% si è rivelato, infatti, munito di una strategia formalizzata. Una differenza che ha portato la crescita del CAGR 2015-2019 dall’1% nel caso di aziende a bassa formalizzazione al 4,2% nei casi di alta formalizzazione della strategia di sostenibilità.

HA INTENZIONE DI AUMENTARE GLI INVESTIMENTI IN SOSTENIBILITÀ NEI PROSSIMI 3 ANNI?

CHE IMPATTO HANNO LE SCELTE DI SOSTENIBILITÀ SUI COSTI AZIENDALI?

MARGINI DI MIGLIORAMENTO

Sono tanti gli aspetti da tenere in conto. Non ultimo un corretto piano di comunicazione esterna. Ad oggi, solo un 32,7% fa comunicazione esterna su temi legati alla sostenibilità. L’ambito legato al packaging Horeca vive, invece, una fase di grande innovazione. «Insieme a Zini – racconta Ramon Azahares di Masterpack – stiamo testando un nuovo materiale in carta che consente la riciclabilità anche nei Paesi regolamentati in maniera diversa dall’Italia, dove l’incarto compostabile non può essere gettato nell’umido». Preoccupa, invece, il fronte della selezione dei fornitori. Solo il 44% delle aziende, infatti, ha dichiarato di scegliere in base a quanti operano in modo sostenibile.

MODELLI DI BUSINESS EVOLUTI

Anche sul fronte aziendale sono diverse le realtà che hanno sviluppato veri e propri modelli di business evoluti in chiave sostenibile. Parliamo ad esempio delle B-Corp o delle Società Benefit, che si pongono obiettivi codificati e certificati in termini di impatto su ambiente, dipendenti, società in cui operano e sulla creazione stessa di valore. È il caso di Levico Acque, prima Società Benefit nel settore delle acque minerali, che ha dedicato oltre 2,5 mln di investimenti nel 2021 all’efficientamento dell’azienda. «Con il passaggio a Società Benefit – spiega il Presidente Mauro Franzoni – vogliamo essere maestri di cambiamento. In questo senso non parliamo nemmeno più di sostenibilità, ma di responsabilità. Lavoriamo per una società più integrata e più consapevole. E per questo più competitiva».

56,7%

AZIENDE CHE HANNO UNA STRATEGIA FORMALIZZATA DI SOSTENIBILITÀ*

*negli ultimi 5 anni

Fonte: Carmine Garzia Food Industry Monitor 2021

LA COMUNICAZIONE ESTERNA SUI TEMI DI SOSTENIBILITÀ CONTRIBUISCE AD IMPATTARE SULLE VENDITE DELL’ AZIENDA?

RISCHIO GREENWASHING

Comunicare in maniera corretta i propri sforzi e traguardi in tema di sostenibilità è oggi elemento determinante. Il 74% delle realtà raggiunte dal Food Industy Monitor 2021 ha dichiarato come la comunicazione esterna sui temi di sostenibilità abbia effettiva-mente contribuito a impattare sulle vendite della propria azienda in maniera positiva. Attenzione, però, a non cadere nel rischio greenwashing, con il risultato di essere ritenuti fautori del cosiddetto “ecologismo di facciata”.

I SETTE PECCATI DI GREENWASHING

• PECCATO DEL COMPROMESSO NASCOSTO

• PECCATO DI ASSENZA DI PROVE

• PECCATO DI VAGHEZZA

• PECCATO DI ETICHETTA INGANNEVOLE

• PECCATO DI IRRILEVANZA• PECCATO DEL MINORE DI DUE MALI

• PECCATO DI MENZOGNA

Fonte: Carmine Garzia, Food Industry Monitor 2021

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