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CRESCE IL FENOMENO BIO

Si conferma il trend positivo per il mercato del bio made in Italy, un comparto sempre più strategico anche per l’Horeca

di Lorena Tedesco

Negli ultimi anni il biologico e il sostenibile hanno continuato a crescere, passando a coinvolgere varie categorie di prodotto: alimenti e bevande, cosmesi, rimedi erboristici, integratori, ma anche prodotti per la casa, abbigliamento e vita sostenibile. Il bio tende quindi a configurarsi sempre più come un vero e proprio stile di vita. Ammonta a 8,4 miliardi di euro il valore complessivo del mercato bio in Italia. È il dato, in aumento, registrato per il 2022. +12,2% sull’anno precedente, +25% sul 2019, in crescita costante per un totale di un significativo +134% dal 2013 ad oggi.

CONSUMI IN CRESCITA

Sono i dati elaborati da Bio Bank sui dati Nomisma realizzati per l’Osservatorio Sana. Crescono i consumi domestici (con una quota pari a 3,9 miliardi di euro e percentuali di crescita del +1,8% sul 2021, del +9,5% sul 2019 e del +95% sul 2013). Crescono ancora di più i consumi del fuori casa. Dopo il rallentamento pandemico, il comparto bio nell’Horeca fa segnare un valore complessivo di quasi 1,1 miliardi di euro, con tassi di crescita a due e tre cifre. La crescita percentuale è impressionante: +53% sul 2021, +61% sul 2019 e +258% sul 2013.

MENO RISTORANTI SPECIALIZZATI PIÙ PRODOTTI BIO IN GENERALE

Altro trend interessante che il comparto Horeca sta vivendo nei confronti dei consumi bio è quello di un consumo più generalizzato e diffuso di referenze bio, non più concentrate in punto di somministrazione specializzati. Ne è conferma il numero in calo, negli ultimi quattro anni, di ristoranti di bio, con un incremento parallelo, però, dell’utilizzo di prodotti bio nei pubblici esercizi, come registrato dall’indagine Ismea 2022. La metà dei bar e due terzi dei ristoranti – sottolinea la 16ª edizione del rapporto Bio Bank – acquistano prodotti bio per qualificare l’offerta e proporre alternative salutiste intercettando nuove esigenze.

ASSET STRATEGICO

Il trend bio si consolida dunque di anno in anno, sotto la spinta sempre più urgente anche di scelte vissute dal consumatore in termini di sostenibilità. Acutizzate dagli eventi climatici sempre più estremi. «Il tema della sostenibilità ambientale, così come quello di una sana alimentazione, oggi è cruciale per il benessere delle persone e il futuro del pianeta» ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente di Bologna Fiere, che a settembre ospiterà la 35ª edizione del SANA, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale. «La svolta b2b dell’evento è una scelta coraggiosa e importante per sostenere il business e l’export delle imprese espositrici».

UN PIANO D’AZIONE

Uno degli eventi protagonisti del SANA 2023 sarà RIVOLUZIONE BIO, gli Stati Generali del settore biologico, due giornate di approfondimento, incontri e confronti sui temi prioritari per la business community del bio. La manifestazione, giunta alla 5ª edizione, mira a promuovere un Piano di Azione a livello nazionale e rappresenta un evento di riferimento per tutti gli operatori del settore, sia business, sia istituzionali.

IL MERCATO E I SUOI POTENZIALI SVILUPPI

«L’Italia è uno dei principali esportatori mondiali di prodotti bio – spiega Emanuele Di Faustino, Responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma facendo il punto sull’export dei prodotti biologici made in Italy e presentando l’indagine ITA.BIO, la piattaforma per l’internazionalizzazione dell’impresa, promossa dall’agenzia ICE. – Nel 2022 le vendite all’estero di prodotti agroalimentari italiani bio si sono attestate intorno ai 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 16% rispetto al 2021, incremento che si evidenzia anche sul lungo periodo (+181% rispetto al 2012). I prodotti ambasciatori del made in Italy bio sono il vino, che rappresenta il 19% dell’export alimentare italiano, e il food che rappresenta l’81% in particolare con eccellenze come i prodotti lattiero caseari e l’olio EVO, ma anche conserve vegetali e prodotti da forno. I principali mercati di destinazione di questi prodotti sono, a livello europeo, Germania, Francia, Benelux e i Paesi Nordici (soprattutto per il vino), e, oltre confine, Svizzera, Stati Uniti e UK».

 

“ Il bio tende, quindi, a configurarsi sempre più

come un vero e propriostile di vita»

«La quota di consumatori bioin Italia

è pari all’89%, tra le più alte al mondo”

 

Negli ultimi anni il biologico e il sostenibile hanno continuato a crescere, passando a coinvolgere varie categorie di prodotto: alimenti e bevande, cosmesi, rimedi erboristici, integratori, ma anche prodotti per la casa, abbigliamento e vita sostenibile. Il bio tende quindi a configurarsi sempre più come un vero e proprio stile di vita. Ammonta a 8,4 miliardi di euro il valore complessivo del mercato bio in Italia. È il dato, in aumento, registrato per il 2022. +12,2% sull’anno precedente, +25% sul 2019, in crescita costante per un totale di un significativo +134% dal 2013 ad oggi.

CONSUMI IN CRESCITA

Sono i dati elaborati da Bio Bank sui dati Nomisma realizzati per l’Osservatorio Sana. Crescono i consumi domestici (con una quota pari a 3,9 miliardi di euro e percentuali di crescita del +1,8% sul 2021, del +9,5% sul 2019 e del +95% sul 2013). Crescono ancora di più i consumi del fuori casa. Dopo il rallentamento pandemico, il comparto bio nell’Horeca fa segnare un valore complessivo di quasi 1,1 miliardi di euro, con tassi di crescita a due e tre cifre. La crescita percentuale è impressionante: +53% sul 2021, +61% sul 2019 e +258% sul 2013.

MENO RISTORANTI SPECIALIZZATI PIÙ PRODOTTI BIO IN GENERALE

Altro trend interessante che il comparto Horeca sta vivendo nei confronti dei consumi bio è quello di un consumo più generalizzato e diffuso di referenze bio, non più concentrate in punto di somministrazione specializzati. Ne è conferma il numero in calo, negli ultimi quattro anni, di ristoranti di bio, con un incremento parallelo, però, dell’utilizzo di prodotti bio nei pubblici esercizi, come registrato dall’indagine Ismea 2022. La metà dei bar e due terzi dei ristoranti – sottolinea la 16ª edizione del rapporto Bio Bank – acquistano prodotti bio per qualificare l’offerta e proporre alternative salutiste intercettando nuove esigenze.

ASSET STRATEGICO

Il trend bio si consolida dunque di anno in anno, sotto la spinta sempre più urgente anche di scelte vissute dal consumatore in termini di sostenibilità. Acutizzate dagli eventi climatici sempre più estremi. «Il tema della sostenibilità ambientale, così come quello di una sana alimentazione, oggi è cruciale per il benessere delle persone e il futuro del pianeta» ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente di Bologna Fiere, che a settembre ospiterà la 35ª edizione del SANA, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale. «La svolta b2b dell’evento è una scelta coraggiosa e importante per sostenere il business e l’export delle imprese espositrici».

UN PIANO D’AZIONE

Uno degli eventi protagonisti del SANA 2023 sarà RIVOLUZIONE BIO, gli Stati Generali del settore biologico, due giornate di approfondimento, incontri e confronti sui temi prioritari per la business community del bio. La manifestazione, giunta alla 5ª edizione, mira a promuovere un Piano di Azione a livello nazionale e rappresenta un evento di riferimento per tutti gli operatori del settore, sia business, sia istituzionali.

IL MERCATO E I SUOI POTENZIALI SVILUPPI

«L’Italia è uno dei principali esportatori mondiali di prodotti bio – spiega Emanuele Di Faustino, Responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma facendo il punto sull’export dei prodotti biologici made in Italy e presentando l’indagine ITA.BIO, la piattaforma per l’internazionalizzazione dell’impresa, promossa dall’agenzia ICE. – Nel 2022 le vendite all’estero di prodotti agroalimentari italiani bio si sono attestate intorno ai 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 16% rispetto al 2021, incremento che si evidenzia anche sul lungo periodo (+181% rispetto al 2012). I prodotti ambasciatori del made in Italy bio sono il vino, che rappresenta il 19% dell’export alimentare italiano, e il food che rappresenta l’81% in particolare con eccellenze come i prodotti lattiero caseari e l’olio EVO, ma anche conserve vegetali e prodotti da forno. I principali mercati di destinazione di questi prodotti sono, a livello europeo, Germania, Francia, Benelux e i Paesi Nordici (soprattutto per il vino), e, oltre confine, Svizzera, Stati Uniti e UK».

 

“ Il bio tende, quindi, a configurarsi sempre più

come un vero e propriostile di vita»

«La quota di consumatori bioin Italia

è pari all’89%, tra le più alte al mondo”

 

Negli ultimi anni il biologico e il sostenibile hanno continuato a crescere, passando a coinvolgere varie categorie di prodotto: alimenti e bevande, cosmesi, rimedi erboristici, integratori, ma anche prodotti per la casa, abbigliamento e vita sostenibile. Il bio tende quindi a configurarsi sempre più come un vero e proprio stile di vita. Ammonta a 8,4 miliardi di euro il valore complessivo del mercato bio in Italia. È il dato, in aumento, registrato per il 2022. +12,2% sull’anno precedente, +25% sul 2019, in crescita costante per un totale di un significativo +134% dal 2013 ad oggi.

CONSUMI IN CRESCITA

Sono i dati elaborati da Bio Bank sui dati Nomisma realizzati per l’Osservatorio Sana. Crescono i consumi domestici (con una quota pari a 3,9 miliardi di euro e percentuali di crescita del +1,8% sul 2021, del +9,5% sul 2019 e del +95% sul 2013). Crescono ancora di più i consumi del fuori casa. Dopo il rallentamento pandemico, il comparto bio nell’Horeca fa segnare un valore complessivo di quasi 1,1 miliardi di euro, con tassi di crescita a due e tre cifre. La crescita percentuale è impressionante: +53% sul 2021, +61% sul 2019 e +258% sul 2013.

MENO RISTORANTI SPECIALIZZATI PIÙ PRODOTTI BIO IN GENERALE

Altro trend interessante che il comparto Horeca sta vivendo nei confronti dei consumi bio è quello di un consumo più generalizzato e diffuso di referenze bio, non più concentrate in punto di somministrazione specializzati. Ne è conferma il numero in calo, negli ultimi quattro anni, di ristoranti di bio, con un incremento parallelo, però, dell’utilizzo di prodotti bio nei pubblici esercizi, come registrato dall’indagine Ismea 2022. La metà dei bar e due terzi dei ristoranti – sottolinea la 16ª edizione del rapporto Bio Bank – acquistano prodotti bio per qualificare l’offerta e proporre alternative salutiste intercettando nuove esigenze.

ASSET STRATEGICO

Il trend bio si consolida dunque di anno in anno, sotto la spinta sempre più urgente anche di scelte vissute dal consumatore in termini di sostenibilità. Acutizzate dagli eventi climatici sempre più estremi. «Il tema della sostenibilità ambientale, così come quello di una sana alimentazione, oggi è cruciale per il benessere delle persone e il futuro del pianeta» ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente di Bologna Fiere, che a settembre ospiterà la 35ª edizione del SANA, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale. «La svolta b2b dell’evento è una scelta coraggiosa e importante per sostenere il business e l’export delle imprese espositrici».

UN PIANO D’AZIONE

Uno degli eventi protagonisti del SANA 2023 sarà RIVOLUZIONE BIO, gli Stati Generali del settore biologico, due giornate di approfondimento, incontri e confronti sui temi prioritari per la business community del bio. La manifestazione, giunta alla 5ª edizione, mira a promuovere un Piano di Azione a livello nazionale e rappresenta un evento di riferimento per tutti gli operatori del settore, sia business, sia istituzionali.

IL MERCATO E I SUOI POTENZIALI SVILUPPI

«L’Italia è uno dei principali esportatori mondiali di prodotti bio – spiega Emanuele Di Faustino, Responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma facendo il punto sull’export dei prodotti biologici made in Italy e presentando l’indagine ITA.BIO, la piattaforma per l’internazionalizzazione dell’impresa, promossa dall’agenzia ICE. – Nel 2022 le vendite all’estero di prodotti agroalimentari italiani bio si sono attestate intorno ai 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 16% rispetto al 2021, incremento che si evidenzia anche sul lungo periodo (+181% rispetto al 2012). I prodotti ambasciatori del made in Italy bio sono il vino, che rappresenta il 19% dell’export alimentare italiano, e il food che rappresenta l’81% in particolare con eccellenze come i prodotti lattiero caseari e l’olio EVO, ma anche conserve vegetali e prodotti da forno. I principali mercati di destinazione di questi prodotti sono, a livello europeo, Germania, Francia, Benelux e i Paesi Nordici (soprattutto per il vino), e, oltre confine, Svizzera, Stati Uniti e UK».

 

“ Il bio tende, quindi, a configurarsi sempre più

come un vero e proprio stile di vita»

«La quota di consumatori bio in Italia

è pari all’89%, tra le più alte al mondo”

 

CONSUMATORI BIO IN ITALIA? 9 SU 10

Il consumo di prodotti bio è sempre più diffuso a livello mondiale. La quota di consumatori bio in Italia resta, però, tra le più alte al mondo insieme a Nord America e in Scandinavia: pari all’89%, in pratica 9 famiglie su 10. All’estero, il bio italiano è prediletto. «Questo è reso possibile da due principali motivi – spiega Di Faustino. – Il primo è l’ottima reputazione di cui gode il nostro bio (per 1 consumatore su 3 l’Italia è il paese con i prodotti biologici di maggiore qualità), il secondo è il fortissimo interesse da parte del consumatore nei confronti del bio made in Italy».

89%

ITALIANI CHE CONSUMANO PRODOTTI BIO

 

8,4 MILIARDI DI EURO

VALORE COMPLESSIVO MERCATO BIO IN ITALIA

 

1,1 MILIARDI DI EURO

VALORE COMPLESSIVO MERCATO BIO HORECA IN ITALIA

Fonte: Rapporto Bio Bank 2022 Elaborazioni Bio Bank su dati Nomisma

MERCATO ITALIA – RIPARTIZIONE 2013 VS 2022

(RIPARTIZIONE DEL MERCATO BIO IN ITALIA, IN PERCENTUALE)

Fonte: Rapporto Bio Bank 2022 Elaborazioni Bio Bank su dati Nomisma

SANA 2023

Il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale è il più importante evento italiano b2b dedicato al comparto biologico, sostenibile e salutare. Organizzata da BolognaFiere, in collaborazione con FederBio, AssoBio e Cosmetica ItaliA, si rivolge sempre di più al canale Horeca, con le ultime novità in fatto di alimenti, prodotti e tecniche per la ristorazione e l’ospitalità. Interessante novità di quest’anno è rappresentata dalla Veg Area, uno spazio espositivo dedicato al mondo vegano, vegetariano e plant based.

LA MANIFESTAZIONE SI È SVOLTA A BOLOGNA
DAL 7 AL 10 SETTEMBRE
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