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CENTRO DI UNIONE E COORDINAMENTO

Con l’obiettivo di offrire una visione completa del mercato di riferimento e supportare ogni associato, il consorzio rappresenta oggi una delle principali realtà del centro-sud Italia

Claudio Caruso, presidente CODIT

CO.D.IT. – Consorzio di Distributori Italiani nasce nel 1999 per volontà di alcuni imprenditori operanti nel settore del Food&Beverage. Partendo dal presupposto che il vero punto di forza nel loro campo d’azione era rappresentato dall’unione degli sforzi, essi decisero di creare un’organizzazione in grado di favorire la collaborazione interregionale delle strutture esistenti, gettando le basi per quella che successivamente andrà a costituire una grande realtà del centro-sud Italia. Attualmente, infatti, il consorzio conta circa 136 associati dislocati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, riuscendo a coprire e a servire aree di importanza strategica. Oggi CO.D.IT. fa parte della Rete di Impresa Distributori Horeca Italia.

I FATTORI CHE NE HANNO DETERMINATO LA NASCITA

La sua origine è conseguenza logica di alcuni fattori che, in quel periodo, hanno caratterizzato il mercato delle bevande, a partire dall’industria della birra, entrata nel mercato della distribuzione creando dei network di riferimento. A ciò si aggiungeva il cosiddetto “canale moderno”, che andava assumendo un peso crescente nei rapporti con l’industria del beverage, sollecitando la concorrenza anche in distribuzione, mentre il mercato dei consumi fuori casa era sempre più esigente in termini di richieste di prodotti. Infine, il pubblico esercizio aveva bisogno di nuovi intermediari, che fossero più consulenti, anziché solo ed esclusivamente “consegnatari”. I cambiamenti del mercato, le nuove politiche commerciali adottate dalle industrie, le diverse strategie di distribuzione hanno accelerato il processo di aggregazione tra tanti imprenditori operanti nel comparto, se pur con provenienza da diverse regioni.

SITUAZIONE ATTUALE

Il CO.D.IT. si presenta quindi oggi come centro di unione e di coordinamento per il raggiungimento degli obiettivi di gruppo, con la consapevolezza che tale risultato è conseguenza logica dell’operato dei singoli membri. Tra gli obiettivi del consorzio, infatti, c’è quello di segnare la linea guida per una strategia di politica commerciale che sia in sintonia con le aspettative dei vari associati e possa soddisfare le molteplici sfaccettature che il mercato di riferimento proietta. Con un’unica sede centrale, che coordina il flusso dei dati aggregati e gestisce tutti i rapporti commerciali con le aziende con cui collabora, il CO.D.IT. vuole offrire una visione reale e completa del mercato di riferimento e supportare ogni struttura che abbia definito un proprio progetto e che voglia condividerlo con altri, traendo da questa compartecipazione un vantaggio per una maggiore facilità di riuscita.

Nell’intervista che segue il presidente del consorzio CO.D.IT Claudio Caruso ci fa il punto della situazione dopo la pandemia e le aspettative e i vantaggi derivanti dall’ingresso del consorzio nella Rete Horeca:

Può farmi una panoramica del vostro gruppo (quando è nato, da quante aziende è composto, quali sono i suoi obiettivi…)?

«Il nostro Consorzio è nato nel 1999 e rappresenta l’evoluzione di un precedente consorzio a carattere “regionale” che si chiamava CODIME. Attualmente è rappresentato da 136 Associati, operativi su un territorio che abbraccia tutto il Centro-Sud Italia, Sardegna e Sicilia comprese».

Come avete affrontato la pandemia e come vi siete riorganizzati, ad esempio, a livello logistico?

«La pandemia ha sicuramente imposto un “cambio di marcia” e di “pensiero” a tutti gli attori della nostra filiera. In particolare, i cambiamenti messi in atto hanno interessato le trattative con l’industria, la comunicazione con gli associati, la dinamica delle attività promozionali da proporre e una maggiore attenzione su nuove referenze da presentare a livello di assortimento ai nostri associati (in particolare nel comparto Food)».

Quando la pandemia sarà finalmente alle spalle, secondo voi su quali livelli si attesteranno i consumi Horeca?

«Riteniamo che i consumi Horeca torneranno sicuramente ai livelli prepandemia».

Come avete conosciuto e vi siete approcciati a Rete di Impresa Distributori Horeca Italia?

«Durante il periodo del lockdown abbiamo iniziato a dialogare con gli altri consorzi e da lì è nata l’idea di riunirsi in una rete di impresa che avrebbe avvantaggiato tutti».

Quali sono le ragioni che vi hanno spinti a entrare a fare parte della Rete?

«È necessario condividere con gli altri consorzi e con le realtà imprenditoriali che operano nel mercato della distribuzione tutte le problematiche attuali, questioni di importanza fondamentale che dovrebbero necessariamente trovare soluzione a livello istituzionale».

Come pensate che l’ingresso nella rete possa avvantaggiarvi?

«L’ingresso nella rete può contribuire nel medio periodo a dare maggiore voce e risalto a tutta la nostra categoria, ma certamente sarà necessario che anche gli altri consorzi entrino in squadra».

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