
Kulmbacher Brauerei guarda al mercato italiano fra tradizione, innovazione e nuove tendenze di consumo
Il mercato italiano rappresenta da oltre mezzo secolo uno dei punti di riferimento più importanti per il gruppo tedesco Kulmbacher. Un rapporto consolidato che entra in una nuova fase con l’insediamento, da gennaio 2026, del nuovo CEO Christoph Ahlborn, deciso a rafforzare la presenza dell’azienda in Italia puntando su qualità, innovazione e attenzione alle nuove tendenze di consumo. Durante un incontro a Rimini con operatori del settore e distributori, il nuovo amministratore delegato ha sottolineato proprio il valore strategico del nostro Paese per il gruppo: «Siamo presenti in Italia da più di cinquant’anni e questo resta per noi uno dei mercati esteri più importanti. Occasioni come questa ci permettono di incontrare i nostri clienti, ascoltare il mercato e capire come continuare a crescere».
Quali sono le idee di innovazione e tradizione che volete trasferire al pubblico anche attraverso i nuovi prodotti che state lanciando nel canale Horeca in Italia?
«Tra le principali novità presentate al pubblico professionale spiccano due nuove referenze della linea Mönchshof: Mönchshof Hell e Mönchshof Natur Radler, proposte per la prima volta nel nuovo formato da 33 cl pensato specificamente per il consumo nei locali. La scelta di questo formato non è casuale: secondo il Gruppo Kulmbacher rappresenta una soluzione più pratica e dinamica per il mercato Horeca, capace di intercettare nuovi momenti di consumo e un pubblico più giovane. La bottiglia, inoltre, è caratterizzata dal tipico tappo meccanico, elemento distintivo che contribuisce a rafforzare il posizionamento premium del prodotto. Il packaging è stato sviluppato appositamente per il gruppo e rappresenta un investimento importante. L’obiettivo è offrire al distributore e al gestore del locale un prodotto immediatamente riconoscibile e di forte valore percepito, capace di distinguersi sugli scaffali e nelle carte delle birre.»
Tra le vostre novità, quali sono in grado di intercettare maggiormente un pubblico giovane e di soddisfare la crescente richiesta di qualità e il trend healthy?
«Abbiamo recentemente lanciato qualcosa di completamente nuovo. Questa grande novità riguarda l’ingresso del gruppo nel segmento delle bevande analcoliche premium con Bad Brambacher Garten-Limonade, una gamma di limonate frizzanti realizzate esclusivamente con ingredienti naturali e con l’acqua minerale proveniente dalla fonte Bad Brambacher, di proprietà del gruppo. Il progetto partirà inizialmente dall’Alto Adige e prevede quattro varianti di gusto: ribes, pompelmo rosa, arancia e limone. L’attenzione agli ingredienti naturali risponde a un trend sempre più forte nel mondo Horeca e nell’hotellerie, dove cresce la richiesta di bevande più salutari e di alta qualità.»
Invece, per quanto riguarda la nuova tendenza no e low alcohol?
«Tra i temi centrali affrontati durante il convegno a Rimini c’è stato anche quello del segmento alcohol-free, destinato, secondo noi, a crescere significativamente nei prossimi anni.
Il cambiamento nei modelli di consumo è evidente: si beve meno alcol, ma cresce la richiesta di prodotti di qualità. Per questo il gruppo lavora da anni su tecnologie e processi produttivi dedicati alle birre analcoliche, con l’obiettivo di ottenere un risultato organolettico sempre più vicino a quello della birra tradizionale. La sfida è quella di eliminare qualsiasi compromesso sulla qualità: il consumatore che sceglie una birra senza alcol non accetta più un prodotto inferiore, ma pretende la stessa esperienza sensoriale.»
Spostando l’attenzione sulle Radler, esse rappresentano ancora una sfida per il mercato italiano? Quale tipo di consumatore sono in grado di attrarre?
«Le Radler, tipologia storicamente radicata in Germania, rappresentano un ulteriore segmento in crescita che sta conquistando spazio anche in Italia. Però, secondo noi, non esiste un profilo preciso di consumatore: abbiamo osservato che uomini e donne, giovani e adulti sono sempre più attratti da queste bevande leggere e rinfrescanti. Il denominatore comune è, piuttosto, un approccio più consapevole al consumo: bere meno, ma meglio, scegliendo prodotti di qualità e con una gradazione più contenuta.»
Per concludere, quali sono i pilastri della strategia di Kulmbacher per consolidare la sua posizione nel mercato italiano dell’Horeca?
«Il filo conduttore della strategia Kulmbacher rimane l’equilibrio fra la tradizione brassicola e l’innovazione. Packaging distintivo, attenzione alla qualità delle materie prime e sviluppo di nuove categorie di prodotto sono gli strumenti con cui il gruppo intende rafforzare la propria presenza nel canale Horeca italiano.
Un mercato che continua a evolversi rapidamente e che, secondo il nuovo management, offre ancora ampi margini di crescita per chi saprà interpretare correttamente le nuove abitudini dei consumatori.»


