UNA CATEGORIA INVISIBILE…

Continua la diatriba sulla confusione e sulla scarsa visibilità che interessa la categoria dei distributori

Nonostante siano passati diversi mesi dalla nostra richiesta all’ISTAT di modifica dei CODICI ATECO, resta evidente come il problema non sia ancora stato risolto. In tanti (e talvolta anche noi stessi) continuano a considerare il nostro settore appartenente alla categoria dei Grossisti. Questo è e rimane un retaggio del passato, che non riusciamo a scrollarci di dosso.

 

DISTRIBUTORE, NON GROSSISTA!

Se andiamo ad esaminare i codici ATECO anche di strutture primarie e tra le più importanti del nostro settore, quello maggiormente utilizzato è il seguente:
46.39.2 COMMERCIO ALL’INGROSSO NON SPECIALIZZATO DI ALTRI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO. E così pure con gli altri codici 46.3…
Una classificazione più generica e squalificante di questa non ci può essere. Non esiste in nessuna parte dei codici ATECO la parola “Distributore”.

 

NUOVA VERIFICA

Abbiamo recentemente ridiscusso in una video call con i responsabili dei codici ATECO le nostre richieste e queste saranno oggetto di un’ulteriore verifica anche a livello europeo, dove l’ISTAT interviene proprio per il coordinamento di questi codici. Quanto prima verrà emessa una nota di chiarimento che consenta una migliore distinzione dei codici stessi. Inoltre, attraverso AGroDiPAB, stiamo facendo le dovute pressioni anche a livello politico, affinché questo problema venga risolto.

 

DUE CANALI DISTINTI

Nel frattempo, siamo riusciti a fare emergere, in diversi interventi di modifica dei DL che ci riguardano, la dicitura filiera HORECA, come settore specifico di competenza del fuori casa. Il nostro invito, per il bene della nostra categoria, è quello di iniziare noi stessi ad escludere la parola Grossista sostituendola con quella più qualificante di Distributore. Ovvio che questa nostra richiesta non vuole abolire il Grossista tradizionale, ma richiede una definizione più corretta del settore Distributivo mantenendo il distinguo tra i due canali.

 

UN RUOLO QUALIFICANTE

Dobbiamo emergere, e lo stiamo facendo con convinzione, sin dall’inizio della costituzione della nostra RETE DI IMPRESA DISTRIBUTORI HORECA ITALIA, nel cui nome già si evidenzia la nostra peculiarità. Mi piace citare Gianfranco Cornero, figura di punta del mondo del beverage. Era stato, fra l’altro, amministratore delegato di Campari e, nel 1998, aveva deciso di sostituire tutta la rete di vendita Campari con l’affidamento della distribuzione dei loro prodotti ai Grossisti, invitandoli ad assurgere al ruolo più qualificante di Distributori. Questo deve essere il nostro paradigma per il presente e per il nostro futuro, soprattutto nel momento cruciale degli investimenti previsti per il PNRR.

 

L’IMPORTANZA DI UN CONFRONTO

A questo scopo, abbiamo deciso un incontro con tutti i Presidenti e Direttori dei Consorzi della RETE HORECA, che si terrà a Bologna il 4 luglio, per discutere tutti insieme le varie problematiche del nostro settore distributivo.

CODICE ATECO: COS’È E A COSA SERVE?

Il Codice Ateco (Codice di Attività Economiche) rappresenta la classificazione delle attività economiche ed è una tipologia di classificazione adottata dall’Istituto Nazionale di Statistica italiano (ISTAT). Oggi è in uso la versione Ateco 2007, entrata in vigore il 1° Gennaio 2008. In merito al funzionamento, è utile sapere che ogni Codice Ateco è composto da una serie di numeri e lettere: se il codice è più lungo significa che ci sono informazioni più dettagliate. Le attività economiche sono raggruppate dalle più generiche, a quelle più specifiche, in varie sezioni (codifica: 1 lettera), divisioni (2 cifre), gruppi (3 cifre), classi (4 cifre), categorie (5 cifre) e sottocategorie (6 cifre). Il Codice Ateco è necessario se si vuole aprire la partita IVA, in quanto consente di identificare il gruppo di attività che si svolgeranno. Per le aziende o privati che svolgono più attività contemporaneamente, non occorre aprire più partite IVA. Per avere diversi Codici Ateco, basterà assegnarne altri alla partita IVA già attiva, che diventeranno primari e secondari.

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