MANOVRA FISCALE 2026

Cosa cambia per le imprese con la nuova Legge di Bilancio

di Gianluca Massini Rosati

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, introduce un pacchetto di interventi che incide direttamente sulle strategie fiscali e finanziarie delle PMI italiane.

La manovra favorisce investimenti in transizione digitale ed energia, premiando la patrimonializzazione delle imprese e ampliando le misure di definizione agevolata dei debiti fiscali.

Di seguito una sintesi operativa delle novità rilevanti per le aziende.

Incentivi agli investimenti e transizione digitale

Una delle novità più rilevanti per chi vuole far crescere l’azienda è il ritorno dell’Iper-ammortamento 4.0.Questo incentivo premia le imprese che investono in beni strumentali prodotti in UE o nello Spazio Economico Europeo, consentendo di maggiorare il costo d’acquisto fino al 180%. Il tetto massimo è fissato a 10 milioni di euro, applicabile anche ai contratti di leasing. In pratica, rinnovare macchinari o linee produttive nel 2026 permette di abbattere significativamente il carico fiscale IRES negli anni successivi.

La Nuova Sabatini viene rifinanziata con 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027, garantendo contributi in conto interessi per l’acquisto di macchinari. Per le imprese del Mezzogiorno, è previsto un credito d’imposta fino a 2.300 milioni di euro per investimenti in beni strumentali nuovi, cumulabile con altre agevolazioni 4.0.

Pace fiscale con la Rottamazione-Quinquies

Per le aziende che hanno pendenze con il Fisco, si apre una nuova finestra fondamentale per ripulire il bilancio senza sanzioni. La definizione agevolata copre i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il vantaggio è netto: si paga solo il capitale e le spese di notifica. Vengono completamente azzerati sanzioni, interessi di mora e aggio.

Rispetto al passato, la dilazione è molto più lunga. È possibile spalmare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali (circa 9 anni), arrivando fino al maggio 2035. Sulle rate successive alla prima si applica un tasso ridotto del 3% annuo.

IRPEF e Welfare Aziendale, più soldi in busta paga

La riforma fiscale 2026 riduce il cuneo fiscale e premia la produttività dei lavoratori. La principale novità è la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%.

Per incentivare i dipendenti, la Legge prevede anche:

•Premi di risultato tassati all’1% fino a 5.000 euro.

•Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro.

•Tassazione agevolata per straordinari e lavoro notturno al 15%.

Riorganizzazione del patrimonio

Le imprese possono assegnare ai soci immobili, o beni mobili registrati non strumentali pagando un’imposta sostitutiva ridotta. L’aliquota è dell’8% e sale al 10,5% per società di comodo o non operative. L’imposta si calcola sulla differenza tra valore di mercato e costo fiscale e si versa in due rate, a settembre e novembre 2026. Anche gli imprenditori individuali possono estromettere immobili strumentali posseduti al 30 settembre 2025, pagando un’imposta sostitutiva IRPEF dell’8% sulla plusvalenza. Gli effetti dell’estromissione decorrono dal 1° gennaio 2026.

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La Legge di Bilancio 2026 introduce misure strategiche per le PMI: incentivi agli investimenti con il ritorno dell’Iper-ammortamento 4.0 e il rifinanziamento della Nuova Sabatini, oltre a crediti d’imposta per il Mezzogiorno. Sul fronte fiscale, la rottamazione-quinquies consente di sanare i debiti senza sanzioni, mentre la riduzione dell’IRPEF e il rafforzamento del welfare aziendale aumentano il potere d’acquisto dei lavoratori. Completano il quadro le agevolazioni per la riorganizzazione del patrimonio aziendale.