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	<title>Home Archivi - Distribuzione Horeca</title>
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	<title>Home Archivi - Distribuzione Horeca</title>
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		<title>CANTINE RIUNITE &#038; CIV &#8211; NASCE LA LINEA DEI CAVALIERI</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/cantine-riunite-civ-nasce-la-linea-dei-cavalieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 08:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOVITA’ E SOLUZIONI DALLE AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dei Cavalieri inaugura una nuova fase della propria storia con un rebranding dedicato al canale Horeca Premium. Presentata a Castelbrando, la nuova identità valorizza eleganza, qualità e legame con il territorio, affiancando nuove referenze come il Metodo Classico Regio e una selezione di etichette d'eccellenza firmate Cantine Riunite &#038; CIV, pensate per rafforzare il posizionamento nel segmento alto di gamma.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il debutto ufficiale, nel cuore delle colline del Prosecco, celebra un progetto di rebranding che unisce eleganza, alta qualità e una visione strategica orientata al segmento Premium</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella splendida cornice di Castelbrando, a Cison di Valmarino, il debutto della<strong> linea dedicata ai Prosecco di Dei Cavalieri</strong> ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo per il brand, trasformandosi in un’esperienza immersiva tra le colline del Prosecco. Il lancio ha rappresentato un passaggio chiave nel percorso di ridefinizione dell’identità Dei Cavalieri, puntando con decisione a un riposizionamento verso l’alto, dove qualità, stile e coerenza diventano centrali. Il cambio d’identità è stato svelato ufficialmente in occasione di una raffinata cena a lume di candela svoltasi alla fine del mese di gennaio: degustando le diverse referenze, gli ospiti hanno scoperto come l’evoluzione estetica e la nuova veste della linea si integrino perfettamente con lo stile della cantina, restituendo un’idea di Prosecco capace di esprimere eleganza, misura e assoluta riconoscibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una scelta strategica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo brand <strong>Dei Cavalieri </strong>nasce dal restyling del marchio noto come Maschio dei Cavalieri, a partire dall’eliminazione del termine “Maschio” per differenziare la linea Premium destinata al target Horeca (“Dei Cavalieri”) da quella retail (che rimane “Maschio”). Nonostante il cambio di nome e della grafica, il brand mantiene il simbolo storico, l’aquila imperiale, accompagnata dal cuore stilizzato che richiama la tradizione enologica. Il restyling nasce da una visione chiara: valorizzare l’anima più elegante del Prosecco attraverso un linguaggio visivo contemporaneo, essenziale e distintivo. Non un semplice aggiornamento estetico, quindi, ma una scelta strategica che rafforza il carattere e la credibilità del brand nel segmento “alto di gamma”, accompagnandone l’evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Posizionamento Premium</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella recente edizione di Vinitaly, la nuova linea Premium Dei Cavalieri ha catturato l’attenzione per la sua capacità di raccontare il territorio, conquistando ampi consensi. Accanto a Bediver, il primo prodotto con etichetta Dei Cavalieri presentato a fine 2025, grande successo ha riscosso <strong>Regio, il primo Metodo Classico del brand. </strong>Presentato al pubblico proprio in occasione della kermesse veronese, questo nobile blend di Glera e Chardonnay unisce l’identità locale alla struttura della grande tradizione spumantistica internazionale, consolidando ulteriormente il proprio posizionamento Premium tra le bollicine venete.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tre anime</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a Regio, Metodo Classico, rientrano nel portfolio Premium anche altre referenze di Cantine Riunite &amp; CIV dedicate al canale Horeca. Partiamo dalla cantina <strong>Albinea Canali</strong> che rappresenta l’eccellenza della zona di Reggio Emilia ed è focalizzata sulla valorizzazione del Lambrusco e della Spergola, attraverso prodotti come <strong>AC</strong>, uno spumante reggiano Doc, prodotto con metodo Martinotti e dosaggio Extra Brut, che unisce Lambrusco di Sorbara e Salamino in un blend raffinato e moderno, e <strong>Spergola Dosaggio Zero</strong>, un Metodo Classico d’eccezione, privo di zuccheri aggiunti (per preservare l’identità pura e minerale del territorio), che riposa sui lieviti per almeno 18 mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la zona modenese, invece, dalla storica vocazione di <strong>Cantine Cavicchioli</strong> nasce il <strong>Rosé del Cristo</strong>, uno spumante Brut Millesimato che rappresenta l’eleganza del Metodo Classico applicato al Lambrusco di Sorbara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esso si affianca il <strong>Vigna del Cristo</strong>, simbolo dell’eccellenza di Cantine Cavicchioli a brand <strong>Umberto Cavicchioli e Figli</strong>, un Lambrusco di Sorbara Doc in purezza, nato nel 1987 per celebrare i sessant’anni della cantina, che racconta la storia della viticoltura modenese.</p>



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		<title>NUOVI CONSUMI NUOVO HORECA</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/nuovi-consumi-nuovo-horeca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 11:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato Horeca europeo evolve verso consumi più selettivi e orientati alla qualità. Crescono il premium, le referenze no e low alcohol e le occasioni di consumo anticipate, mentre i distributori sono chiamati a trasformarsi in partner strategici, offrendo consulenza, innovazione e supporto nella costruzione di un'offerta distintiva. In uno scenario di minore frequenza ma maggiore valore, il cambiamento diventa un'opportunità di crescita per l'intera filiera.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consumatori più selettivi, occasioni di consumo anticipate e crescente domanda di qualità</strong>: <strong>il mercato Horeca europeo evolve rapidamente. Per i distributori si aprono nuove opportunità strategiche tra premiumizzazione, no/low alcohol e consulenza al cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comparto dell’ospitalità europea si conferma un pilastro sociale solido, nonostante le pressioni legate all’inflazione e all’aumento dei costi operativi. Secondo NielsenIQ, il 60% degli europei considera il fuori casa una componente essenziale del proprio stile di vita, con un significativo 15% che dichiara che si sentirebbe “perso” senza l’esperienza On-Premise. Questo dato conferma come il canale Horeca continui a rappresentare un mercato strategico lungo tutta la filiera, distributori inclusi, chiamati oggi a interpretare nuove dinamiche di consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LUSSO ACCESSIBILE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento d’acquisto sta evolvendo verso il cosiddetto “lusso accessibile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato il 43% dei consumatori frequenta meno i locali e una quota rilevante dispone di budget ridotti, dall’altro non emerge una corsa al low-cost.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, i clienti privilegiano esperienze ad alto valore percepito, premiando qualità, servizio e differenziazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Implicazioni per i distributori Horeca:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• ampliamento dell’offerta Premium</p>



<p class="wp-block-paragraph">• maggiore attenzione a</p>



<p class="wp-block-paragraph">packaging e posizionamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">• supporto alla costruzione di carte beverage distintive</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA “SERATA DIURNA”: NUOVE OCCASIONI DI CONSUMO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l’anticipo dei momenti di consumo: il fenomeno della “serata diurna” sta ridefinendo il ruolo dell’aperitivo e del tardo pomeriggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parallelamente cresce la domanda di: no-alcohol (24%) e low-alcohol (30%).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Opportunità per&nbsp; i distributori:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• inserimento di referenze analcoliche e low alcohol</p>



<p class="wp-block-paragraph">• sviluppo di offerte versatili per più momenti di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">• suggerimenti di pairing food &amp; beverage</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DISTRIBUTORE: DA FORNITORE A PARTNER STRATEGICO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, il distributore evolve il proprio ruolo lungo</p>



<p class="wp-block-paragraph">la filiera. Non più solo logistica, ma valore aggiunto per il cliente Horeca. Le leve chiave:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Consulenza</strong> sull’assortimento</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Formazione</strong> su categorie e trend</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Innovazione </strong>di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Flessibilità </strong>operativa</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL FUTURO NASCE DAL CAMBIAMENTO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fuori casa europeo non perde centralità, ma cambia profondamente: meno frequenza, più qualità, nuovi orari e maggiore attenzione alla moderazione. Per i distributori Horeca, la sfida è intercettare questi cambiamenti e trasformarli in opportunità concrete, rafforzando il proprio ruolo strategico all’interno della filiera.</p>
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		<title>MOCKTAIL E CLASSICI</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/mocktail-e-classici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le bevande analcoliche italiane rafforzano il loro ruolo di ambasciatrici del Made in Italy, coniugando tradizione, innovazione e attenzione al benessere. Cresce l'interesse verso mocktail, prodotti sugar-free e ingredienti territoriali, mentre il settore continua a investire in qualità, sostenibilità e nuovi mercati. L'export registra risultati molto positivi, confermando il valore delle specialità italiane nel panorama internazionale e il potenziale di un comparto in continua evoluzione.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="655" height="1024" src="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-655x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7314" style="aspect-ratio:0.6396561848006697;width:791px;height:auto" srcset="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-655x1024.jpg 655w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-192x300.jpg 192w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-768x1200.jpg 768w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-983x1536.jpg 983w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-1311x2048.jpg 1311w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/Giangiacomo-Pierini-Presidente-Assobibe-scaled.jpg 1638w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tradizione, salute e innovazione guidano il comparto delle bevande analcoliche, sempre più protagoniste nei consumi fuori casa e nell&#8217;export globale</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Di Paolo Andreatta</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’identità del beverage italiano sta cambiando, trovando un equilibrio inaspettato tra i ricordi d’infanzia e le nuove esigenze di benessere delle giovani generazioni. Secondo la recente indagine realizzata da AstraRicerche per ASSOBIBE, il legame tra gli italiani e le bevande analcoliche è profondo e radicato: per 8 connazionali su 10, queste produzioni meritano di essere riconosciute come vere ambasciatrici del gusto tricolore all’estero. I dati parlano chiaro: il 71% degli intervistati dichiara di preferire i classici della tradizione come chinotti, gassose e limonate, mentre il 70% attribuisce un valore fondamentale all’utilizzo di ingredienti territoriali, come gli agrumi siciliani o le erbe alpine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra rito e</strong> tradizione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il mondo dell&#8217;Horeca, questi numeri tracciano una rotta precisa:</p>



<p class="wp-block-paragraph">il consumatore moderno non cerca solo una bevanda, ma un’esperienza che coniughi qualità e consapevolezza. Oltre la metà del campione, infatti, orienta le proprie scelte verso varianti sugar-free (59%) o a basso contenuto calorico (60%). Non è solo una questione di salute, ma di lifestyle: il rito dell’aperitivo si sta evolvendo verso il fenomeno dei mocktail (cocktail analcolici), particolarmente apprezzati dai Millennials e dalla Gen Z per la loro capacità di unire convivialità e naturalità. In questo scenario, le imprese del settore stanno rispondendo con un’innovazione costante che non dimentica le radici, ma guarda a packaging sostenibili e nuovi profili gustativi. Ne abbiamo parlato con il Presidente di ASSOBIBE, Giangiacomo Pierini (nella foto a destra).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Presidente Pierini, alla luce della ricerca AstraRicerche, che momento sta attraversando oggi il settore nel rapporto con le giovani generazioni?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il settore che rappresento deve saper coniugare l&#8217;innovazione con la tradizione perché abbiamo prodotti che hanno secoli di storia, che fanno parte delle abitudini di consumo degli italiani e che sono apprezzati anche dalle nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contempo, ci sono trend molto interessanti tra i giovani, come il fenomeno degli aperitivi analcolici e dei mocktail. L&#8217;aperitivo è un momento classico che noi presidiamo da tempo con varianti analcoliche, e stiamo notando un incremento di questi consumi a cui le imprese rispondono con forte innovazione di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario rendere il settore competitivo preservando i prodotti della tradizione, che sono riconosciuti come parte del Made in Italy alimentare e valore per tutta la filiera».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I giovani sono molto attenti a sostenibilità e salute. In questo contesto, come vede la scadenza legata alla Sugar Tax?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si tratta di una tassa, così come la Plastic Tax, basata su presupposti sbagliati. La Sugar Tax è una tassa che nasce in un momento di forte populismo politico con la premessa di colpire l&#8217;obesità, ma di fatto è stata scritta in modo da colpire qualsiasi prodotto, anche privo di zucchero. La vera ratio di quella norma non aveva nulla a che fare con la salute, ma era un obiettivo di quel governo per raccogliere fondi. Per questo vengono colpiti tutti i prodotti del portafoglio, purché dolci e analcolici. Tra l&#8217;altro i consumi di bevande analcoliche in Italia sono i più bassi d&#8217;Europa: siamo a 54 litri pro capite all&#8217;anno. Sono in continuo calo i consumi di bevande zuccherate da più di vent&#8217;anni e c&#8217;è una maggiore attenzione dei consumatori verso quei prodotti a nullo o a ridotto contenuto di zucchero che sono sempre più scelti. Anche in questo è importante l&#8217;innovazione fatta dalle imprese».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E per quanto riguarda la Plastic tax?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La Plastic Tax è nata in quel periodo in cui si criminalizzava la plastica come materiale, dimenticandosi che è un materiale invece estremamente sostenibile perché per la produzione della plastica si mette un quantitativo di CO2 nell&#8217;atmosfera che è un decimo di quello necessario per la produzione del vetro e un terzo per quello dell&#8217;alluminio. La plastica, così come il vetro e l&#8217;alluminio che sono assolutamente riciclabili, è a sua volta riciclabile. Il vero problema è la dispersione della plastica nell&#8217;ambiente; quindi tassare un materiale che poi, con il Covid, abbiamo anche imparato a comprendere nei suoi elementi di forza, come la garanzia del prodotto e della sicurezza, è assolutamente sbagliato. Parliamo di due tasse che, se introdotte, sarebbero un colpo di grazia per molte piccole e medie imprese, renderebbero il lavoro difficile a tutti, determinerebbero inevitabili aumenti di costo con conseguente riduzione dei volumi e perdita di posti di lavoro. Per questo auspichiamo che questo governo rinvii o, meglio, cancelli questa norma una volta per tutte. Capiamo la difficoltà del momento e la congiuntura economica, ma ci aspettiamo almeno un rinvio».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il 71% degli italiani preferisce bevande della tradizione. È un ritorno alle origini?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si tratta di prodotti riconosciuti dai consumatori come simboli del Made in Italy anche nell&#8217;export. L&#8217;80% dei consumatori riconosce questo ruolo alle bevande e 7 italiani su 10 valorizzano gli ingredienti territoriali. La qualità dei nostri prodotti non risiede solo nelle ricette, ma nella scelta di materie prime d&#8217;eccellenza, dagli agrumi del sud ai chinotti della Liguria. Siamo un Paese ricco di materie prime di qualità che sono ingredienti fondamentali da generazioni».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quanto incide il trend “no-alcohol” sul vostro comparto?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il consumo no-alcohol nell&#8217;aperitivo è ormai un momento tipico. La ricerca di nuovi prodotti e mocktail porta l&#8217;intero settore, comprese le toniche, a riconsiderarsi e innovare con materie prime diverse. Questo garantisce un’offerta innovativa ma in linea con la cultura dell’alta qualità che contraddistingue i nostri prodotti senza alcol».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In chiusura, quale ruolo giocano queste bevande come asset del Made in Italy nel mondo?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’export ha visto un&#8217;esplosione: +117% negli ultimi dieci anni e +20% nell&#8217;ultimo biennio. Oltre ai prodotti globali, abbiamo eccellenze tipiche come cedrata e gassosa che sono sempre più apprezzate all&#8217;estero. Nonostante le preoccupazioni per le tensioni geopolitiche e i dazi, guardiamo con favore ad accordi come il Mercosur o il libero scambio con l&#8217;India, che aprono mercati fondamentali per la nostra tradizione analcolica».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8 SU 10</strong> <strong>INTERVISTATI</strong> <strong>CONSIDERANO LE BEVANDE ANALCOLICHE</strong> <strong>&#8220;AMBASCIATRICI&#8221; DEL GUSTO ITALIANO NEL MONDO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: AstraRicerche per ASSOBIBE</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>54 LITRI</strong> <strong>CONSUMO ANNUO PRO-CAPITE DI BEVANDE</strong> <strong>ANALCOLICHE IN ITALIA (IL PIÙ BASSO D’EUROPA)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: ASSOBIBE</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>51% ITALIANI</strong> <strong>CHE LEGANO IL CONSUMO DI QUESTE BEVANDE</strong> <strong>AI RICORDI D’INFANZIA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: AstraRicerche per ASSOBIBE</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>+117%</strong> <strong>CRESCITA DELL&#8217;EXPORT DEL SETTORE</strong> <strong>NEGLI ULTIMI 10 ANNI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: ASSOBIBE</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>SFIDA DELLA PRODUTTIVITÀ</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/sfida-della-produttivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 13:09:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto FIPE 2026 evidenzia una ristorazione italiana che supera i 100 miliardi di euro di consumi fuori casa e registra una crescita del valore aggiunto, pur dovendo affrontare importanti criticità strutturali. La produttività rimane il principale punto debole, mentre persistono difficoltà nel reperimento del personale e un elevato turnover delle imprese. In questo scenario, innovazione, efficienza organizzativa e valorizzazione del capitale umano diventano leve strategiche per garantire competitività e sostenere la crescita del settore.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>RAPPORTO FIPE 2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore tocca i 100 miliardi e supera i livelli pre-pandemia in valore corrente ma soffre per il calo dei volumi reali e &nbsp;un’efficienza del lavoro ancora lontana dai target</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 si è chiuso per la ristorazione italiana come un anno di consolidamento e moderata crescita, pur in un contesto geopolitico e macroeconomico segnato da forti incertezze. I dati emersi dal Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE-Confcommercio delineano un settore che rimane pilastro fondamentale dell’economia nazionale, capace di generare un valore aggiunto di 59,3 miliardi di euro (+0,5% in termini reali rispetto al 2024) e di servire una domanda che ha finalmente toccato la soglia dei 100 miliardi di euro. Tuttavia, dietro questi numeri record si celano sfide strutturali profonde: se il valore dei consumi a prezzi correnti supera i livelli del 2019, in termini di volumi (prezzi costanti) il mercato è ancora inferiore del 5,4% rispetto al periodo pre-pandemico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il paradosso della produttività</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei dati più critici emersi dal Rapporto riguarda la produttività, che si conferma il vero “tallone d’Achille“ del comparto. Nonostante il valore aggiunto sia in crescita, l’efficienza con cui il fattore lavoro contribuisce a creare valore è in calo: nel 2025 la produttività (misurata come valore aggiunto per ora lavorata) è scesa di un punto percentuale rispetto al 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fatto 100 il valore del 2019, l’indice di produttività si ferma oggi a quota 93. Il settore continua a incontrare enormi difficoltà nel remunerare adeguatamente capitale e lavoro: ogni ora lavorata in più produce oggi meno valore economico rispetto agli anni precedenti. Si tratta di un problema strutturale legato alla natura “labor-intensive” della ristorazione: per aumentare la produzione, le imprese sono spesso costrette ad aumentare le ore lavorate in modo più che proporzionale, poiché il valore generato per singola ora resta mediamente basso rispetto a settori più orientati all’automazione o ai servizi digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzi in crescita: l’adeguamento “virtuoso” dell’Italia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente alla sfida della produttività, il 2025 ha visto proseguire l’onda lunga dell’aggiustamento dei listini. I prezzi dei servizi di ristorazione hanno registrato una crescita media del 3,2%, un dato in linea con il 2024 ma significativamente superiore all’inflazione generale del Paese, attestatasi al +1,5%. Questo scostamento non deve però trarre in inganno: nel comparto dei servizi l’adeguamento ai costi (shock inflazionistico post-pandemia) segue modalità e tempi più lenti rispetto ai beni di consumo. In questo scenario, la ristorazione italiana si conferma tra le più virtuose d’Europa, mantenendo incrementi più contenuti rispetto ai partner continentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, sulle prospettive del 2026 pesa l’incertezza legata a possibili nuovi shock energetici innescati dalle tensioni in Medio Oriente, che potrebbero costringere le imprese a ulteriori revisioni dei listini per preservare i già esili margini di profitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Demografia d’impresa e capitale umano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il panorama imprenditoriale conta oggi 324.436 imprese attive, con una flessione dell’1%. Il calo più vistoso riguarda i bar (-2,2%), un fenomeno che riflette non solo chiusure ma anche una trasformazione verso modelli ibridi e ristorativi. Al contrario, crescono le imprese della ristorazione collettiva e del banqueting (+3,5%). Il turnover resta altissimo: nel 2025 il saldo tra iscrizioni e cessazioni è negativo per oltre 15.000 unità. A questo si aggiunge la crisi del lavoro dipendente, che ha perso il 10,3% degli addetti (circa 114.000 unità). La difficoltà di reperimento resta cronica: un’impresa su due non trova personale, principalmente per mancanza di candidati disposti a lavorare nel settore. L’unica fascia d’età che resiste al calo è quella degli over 60, segnale di un progressivo allungamento della permanenza nel mercato del lavoro dovuto anche alla crisi demografica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Identikit dell’imprenditore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi biografica rivela un profilo maturo (età media 53 anni) con 19 anni di esperienza. Il Rapporto identifica quattro profili: gli imprenditori per passione (41%), per tradizione familiare (34%), per autonomia (21%) e per necessità (4%). Il modello prevalente resta quello dell’imprenditore-lavoratore: l’80% lavora più di 40 ore settimanali e il 55% del tempo è assorbito dall’operatività quotidiana, lasciando poco spazio alla visione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia rimane l’asset strategico per eccellenza: il 37,3% guida un’impresa familiare e il 70% è coadiuvato quotidianamente da familiari. Tuttavia, il passaggio generazionale sta cambiando: il 45,4% degli imprenditori preferirebbe oggi per i propri figli un percorso professionale diverso, privilegiando la libertà di scelta ai sacrifici richiesti dal mestiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I consumi della Generazione Z</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte della domanda, l’Italia si distingue in Europa per un mercato maturo e trasversale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Generazione Z italiana emerge come un vero “outlier”: il 13% dei giovani frequenta ristoranti full-service quotidianamente, un dato altissimo rispetto alla media europea del 5%. I giovani mostrano un comportamento multicanale (Pub/Café all&#8217;84% mensile, QSR all&#8217;80%), ma scelgono il Full Service per occasioni ad alto valore esperienziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È interessante notare come la Gen Z sia anche quella che dichiara i livelli di spesa più alti: il 41% dei giovanissimi italiani posiziona la propria spesa in fascia “Alta o Molto alta”, contro il 26% dei Boomers. Per questi consumatori, il ristorante è un luogo di rappresentazione identitaria dove la sostenibilità (38% cerca prodotti Made in Italy) e la digitalizzazione dell&#8217;esperienza sono requisiti fondamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">100 miliardi consumi alimentari fuori casa</p>



<p class="wp-block-paragraph">59,3 mld Valore aggiunto 2025 (+0,5% reale sul 2024)</p>



<p class="wp-block-paragraph">93 Indice Produttività (Base 100 = 2019)</p>



<p class="wp-block-paragraph">114.338 lavoratori (-10,3%) Occupazione dipendente</p>



<p class="wp-block-paragraph">-15.177 unità Saldo Demografia Imprese</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: Rapporto FIPE 2026</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>L’HORECA NELLA MORSA DEI RINCARI</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/lhoreca-nella-morsa-dei-rincari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FILO DIRETTO CON LA RETE]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le tensioni geopolitiche e l'aumento dei costi energetici stanno mettendo sotto pressione la distribuzione Horeca, con rincari delle materie prime, difficoltà negli approvvigionamenti e maggiore incertezza nella gestione logistica. Per affrontare questo scenario, il settore è chiamato a ripensare modelli organizzativi e strategie, puntando su sostenibilità, innovazione, diversificazione delle forniture ed efficienza operativa. La capacità di adattarsi ai cambiamenti sarà determinante per mantenere competitività e garantire uno sviluppo duraturo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="723" src="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/PAG_8e9_Cop_1_cmyk-1024x723.jpg" alt="" class="wp-image-7305" srcset="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/PAG_8e9_Cop_1_cmyk-1024x723.jpg 1024w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/PAG_8e9_Cop_1_cmyk-300x212.jpg 300w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/PAG_8e9_Cop_1_cmyk-768x543.jpg 768w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/06/PAG_8e9_Cop_1_cmyk.jpg 1492w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>di Edoardo Solei</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra crisi geopolitiche e aumento dei costi energetici, la distribuzione ripensa modelli e strategie per restare competitiva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conflitto in corso nella regione del Golfo Persico, particolarmente nel contesto dello Stretto di Hormuz, sta avendo un impatto significativo sulle dinamiche economiche e industriali globali. Questo stretto rappresenta una via marittima cruciale per il transito di circa un quinto del petrolio mondiale. Con il blocco navale e il crescente clima di instabilità, assistiamo a un aumento esponenziale dei costi delle materie prime, in particolare del gas e del petrolio, necessari per l’industria e per i trasporti sia terrestri sia aerei. Il nostro settore, la Distribuzione Horeca, sta risentendo in modo particolare di queste pressioni. I costi operativi stanno salendo a livelli insostenibili a causa della difficoltà di approvvigionamento e dell’aumento dei prezzi delle materie prime. L’elevata volatilità del mercato dei combustibili determina non solo un aggravio dei costi, ma anche incertezze significative nella pianificazione logistica e nella gestione delle scorte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Impatti sul settore Horeca</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Horeca è un comparto fondamentale per l’economia e le sue difficoltà si riflettono su molteplici livelli. Innanzitutto, l’aumento dei costi di produzione influisce direttamente sui prezzi finali al consumatore, rischiando di ridurre la domanda. Inoltre, la penuria di materie prime crea difficoltà nella realizzazione delle offerte e dei menu, costringendo ristoratori e albergatori a ripensare le loro strategie commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, le aziende del settore sono chiamate a essere sempre più creative e resilienti. L’adozione di alternative sostenibili, l’ottimizzazione dei processi produttivi e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento possono rappresentare vie cruciali per affrontare questa crisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prospettive future</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al futuro, le prospettive per il nostro comparto dipendono da diversi fattori. È probabile che la crisi attuale continui a esercitare pressioni sui prezzi delle materie prime nel breve-medio termine. Tuttavia, la ricerca di nuove fonti di energia e l’adozione di tecnologie innovative potrebbero portare a una maggiore stabilità economica. La crescente consapevolezza riguardo alla sostenibilità e all’efficienza energetica, infatti, potrebbe spingere le aziende della distribuzione Horeca a investire in pratiche più ecologiche che, oltre a mitigare i costi a lungo termine, potrebbero anche migliorare l’immagine e la reputazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, mentre il settore Horeca affronta sfide considerevoli, la resilienza e l’innovazione possono fornire una strada verso un futuro più sostenibile e prospero. È essenziale che le aziende si uniscano per affrontare congiuntamente queste difficoltà, rimanendo flessibili e aperti al cambiamento. Solo così potremo sperare di superare questi ostacoli e creare un ambiente più</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>MANOVRA FISCALE 2026</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/manovra-fiscale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 09:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STRUMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[soluzione tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026 introduce misure strategiche per le PMI: incentivi agli investimenti con il ritorno dell’Iper-ammortamento 4.0 e il rifinanziamento della Nuova Sabatini, oltre a crediti d’imposta per il Mezzogiorno. Sul fronte fiscale, la rottamazione-quinquies consente di sanare i debiti senza sanzioni, mentre la riduzione dell’IRPEF e il rafforzamento del welfare aziendale aumentano il potere d’acquisto dei lavoratori. Completano il quadro le agevolazioni per la riorganizzazione del patrimonio aziendale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/Sandy_Tech_bolla-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-7286" srcset="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/Sandy_Tech_bolla-1024x1024.png 1024w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/Sandy_Tech_bolla-300x300.png 300w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/Sandy_Tech_bolla-150x150.png 150w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/Sandy_Tech_bolla-768x768.png 768w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/Sandy_Tech_bolla.png 1177w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa cambia per le imprese con la nuova Legge di Bilancio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Gianluca Massini Rosati</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, introduce un pacchetto di interventi che incide direttamente sulle strategie fiscali e finanziarie delle PMI italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manovra favorisce investimenti in transizione digitale ed energia, premiando la patrimonializzazione delle imprese e ampliando le misure di definizione agevolata dei debiti fiscali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito una sintesi operativa delle novità rilevanti per le aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incentivi agli investimenti e transizione digitale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità più rilevanti per chi vuole far crescere l’azienda è il ritorno dell’<strong>Iper-ammortamento 4.0</strong>.Questo incentivo premia le imprese che investono in beni strumentali prodotti in UE o nello Spazio Economico Europeo, consentendo di <strong>maggiorare il costo d’acquisto fino al 180%</strong>. Il tetto massimo è fissato a 10 milioni di euro, applicabile anche ai contratti di leasing. In pratica, rinnovare macchinari o linee produttive nel 2026 permette di abbattere significativamente il carico fiscale IRES negli anni successivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Nuova Sabatini</strong> viene rifinanziata con 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027, garantendo contributi in conto interessi per l’acquisto di macchinari. Per le imprese del Mezzogiorno, è previsto un <strong>credito d’imposta fino a 2.300 milioni di euro</strong> per investimenti in beni strumentali nuovi, cumulabile con altre agevolazioni 4.0.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pace fiscale con la Rottamazione-Quinquies</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende che hanno pendenze con il Fisco, si apre una nuova finestra fondamentale per ripulire il bilancio senza sanzioni. La definizione agevolata copre i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il vantaggio è netto: <strong>si paga solo il capitale e le spese di notifica</strong>. Vengono completamente azzerati sanzioni, interessi di mora e aggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto al passato, la dilazione è molto più lunga. È possibile spalmare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali (circa 9 anni), arrivando fino al maggio 2035. Sulle rate successive alla prima si applica un tasso ridotto del 3% annuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IRPEF e Welfare Aziendale, più soldi in busta paga</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La riforma fiscale 2026 <strong>riduce il cuneo fiscale</strong> e premia la produttività dei lavoratori. La principale novità è la <strong>riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per incentivare i dipendenti, la Legge prevede anche:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•Premi di risultato tassati all’<strong>1%</strong> fino a 5.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•Tassazione agevolata per straordinari e lavoro notturno al 15%.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riorganizzazione del patrimonio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese possono <strong>assegnare ai soci immobili, o beni mobili registrati non strumentali </strong>pagando un’imposta sostitutiva ridotta. L’aliquota è dell’<strong>8%</strong> e sale al <strong>10,5%</strong> per società di comodo o non operative. L’imposta si calcola sulla differenza tra valore di mercato e costo fiscale e si versa in due rate, a settembre e novembre 2026. Anche gli<strong> imprenditori individuali </strong>possono estromettere immobili strumentali posseduti al 30 settembre 2025, pagando un’imposta sostitutiva IRPEF dell’8% sulla plusvalenza. Gli effetti dell’estromissione decorrono dal 1° gennaio 2026.</p>
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		<item>
		<title>CONSUMI AFH 2026</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/consumi-afh-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STRUMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il canale Horeca mostra segnali di resilienza per il 2026: nonostante il calo delle visite, la spesa fuori casa tiene grazie all’inflazione e a un mix più orientato al premium. Dopo un 2025 difficile, emergono nuove opportunità legate a innovazione ed esperienza. Crescono i trend del low &#038; no alcohol, della mixology e dei consumi “consapevoli”, insieme all’interesse per prodotti locali e format casual dining. Il futuro del settore passa da qualità, digitalizzazione e capacità di adattarsi a consumatori sempre più selettivi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tiene la spesa nel canale Away from home, malgrado il calo delle visite</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di Lorena Tedesco</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’11ª edizione del Beer&amp;Food Attraction di Rimini, andato in scena a febbraio, ne conferma il ruolo chiave per il settore Horeca, con un incremento del 7% dei visitatori professionali e una forte presenza internazionale, con 145 buyer da 45 Paesi. Inoltre, con 600 espositori da 16 Paesi, distribuiti in 14 padiglioni, Beer&amp;Food Attraction 2026 trasforma la fiera in un crocevia europeo del business del fuoricasa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tenuta Horeca</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i vari incontri e dibattiti, di particolare interesse è stato il convegno di Circana dal titolo “Cosa ci ha insegnato il 2025? Abitudini, trend e aspettative nei consumi di birra e cibo fuori casa”, svoltosi il 16 febbraio presso la Beer&amp;Tech Arena. Analizzando dati e abitudini di consumo e le proiezioni per il futuro, il panel ha voluto delineare le strategie per il 2026, individuando nella differenziazione e nell’innovazione dell’esperienza i fattori determinanti per competere nel mercato fuori casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai dati Circana CREST, presentati da Matteo Figura, Direttore esecutivo Foodservice Italia dell’azienda, emerge come il 2025 sia stato un anno difficile per i consumi fuori casa, che, per la prima volta dalla pandemia, hanno registrato tassi negativi di crescita, a causa soprattutto di inflazione e carovita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, a dispetto della riduzione delle presenze fuori casa dei consumatori, per il 2026 si ipotizzano anche interessanti opportunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I punti chiave</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al futuro, il convegno evidenzia un panorama dell’eating out caratterizzato da <strong>resilienza nel fuori casa</strong> e una forte <strong>spinta verso il “low &amp; no alcohol”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le incertezze economiche, il 2025 ha confermato la voglia degli italiani di non rinunciare al consumo fuori casa, con un aumento delle visite e della spesa nel settore, trainato da un lento rallentamento dell’inflazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La spesa degli italiani in cibo e bevande nell’ultimo anno si ferma a <strong>154 miliardi di euro</strong> e il peso dei consumi fuori casa si mantiene stabile al <strong>46% sul totale della spesa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stabile anche la frequenza nel fuori casa, che vede gli Heavy users – il nucleo fedele che sostiene il settore – attestarsi al 26% (in leggero calo rispetto a Gennaio 2025, quando erano fissi al 27%), i Medium users al 46% (contro il 47% di Gennaio 2025) e i Light users, in leggero aumento, al 23% (contro il 22% di Gennaio 2025).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro dato degno di nota è un’<strong>offerta sempre più ibrida nel canale AFH</strong>, che vede il Retail foodservice (+0,2%) migliore rispetto ai canali tradizionali (Non commercial -0,5%, Quick service restaurants -0,9% e Full service restaurants -1,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la ristorazione commerciale, si evidenzia una forma di “odio/amore” nei confronti delle catene: nonostante sul dichiarato le catene non piacciano cresce la quota delle visite nelle insegne della ristorazione commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul totale OOH, per quanto riguarda le occasioni di consumo crescono soltanto la prima colazione e il pranzo, mentre soffrono gli aperitivi e il dopocena.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Spesa per consumi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto del 2026, la spesa per consumi nel canale fuori casa, al netto dei turisti, cresce spinta dall’inflazione. I dati Circana evidenziano una spesa complessiva del settore foodservice che si attesta su 71,5 miliardi di euro. Nonostante una frenata nel numero delle visite (-0,8%), il valore della spesa media ha tenuto (+2,4%) grazie all&#8217;inflazione e a un mix di prodotti premium. Il risparmio riguarda le spese voluttuarie: a settembre 2025, infatti, il peso dei consumi nel fuori casa si mantiene stabile al 46% sul totale spesa in cibo e bevande.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trend e aspettative per il 2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i trend, il 2025 vede un consolidamento della mixology, con aperitivi e i cocktail che spingono il valore del fuoricasa verso i livelli pre-pandemici. Nonostante ciò, si afferma la tendenza a un consumo responsabile, con circa l’89% degli italiani che dichiara di adottare comportamenti virtuosi verso il consumo di alcolici e una ricalibrazione del mercato verso la qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si assiste al Boom No-Alcohol, con gli atti di acquisto di bevande analcoliche che aumentano del 79% rispetto al periodo pre-Covid (dati Circana CREST); i consumatori cercano sempre più opzioni “conscious”, con il 25% della Gen Z che sceglie costantemente birre analcoliche. È anche il momento dei nuovi format: il mercato si evolve con la necessità di esperienze memorabili, mentre il casual dining è al centro della domanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, si afferma il focus regionale, che veicola la crescita dell’interesse verso le specialità locali e le birre di qualità (100% Italian Beer).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si intravedono quindi per quest’anno dei bagliori di ottimismo, anche se la ristorazione non ha ancora recepito questa tendenza e i valori di spesa in crescita per colazioni, pranzi e, in parte, anche per le cene indicano un’imminente ripresa, con una quota crescente di visite fuori casa influenzata dal digitale e dall’IA.</p>
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		<title>GLI INGREDIENTI DELLA TRADIZIONE</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/gli-ingredienti-della-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STRUMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[scenari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le bevande analcoliche italiane rappresentano un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, grazie all’utilizzo di ingredienti legati al territorio come agrumi mediterranei, erbe aromatiche e spezie. Dalle aranciate alle limonate, ogni prodotto nasce da una filiera che valorizza qualità, stagionalità e cultura locale. L’attenzione crescente verso ingredienti DOP, IGP e Presìdi Slow Food conferma il ruolo centrale del Made in Italy nel settore.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/ice-drinking-cocktails-glass-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-7274" srcset="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/ice-drinking-cocktails-glass-1024x683.jpg 1024w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/ice-drinking-cocktails-glass-300x200.jpg 300w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/ice-drinking-cocktails-glass-768x512.jpg 768w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/ice-drinking-cocktails-glass-1536x1024.jpg 1536w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/04/ice-drinking-cocktails-glass-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il valore di una filiera che trasforma gli agrumi e le erbe del territorio in un patrimonio simbolo del Made in Italy, fra tradizione e innovazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A cura di David Dabiankov Lorini</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comparto delle bevande analcoliche italiane, la capacità di unire tradizione e innovazione si rinnova da decenni attraverso ricette che valorizzano ingredienti diversi e permettono continue variazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo patrimonio prende forma in un’ampia scelta di bibite classiche, reinterpretate nel tempo con sfumature sempre nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base delle bevande simbolo del Made in Italy – dalle limonate alle aranciate, dai chinotti alle cedrate e gassose – c’è un filo conduttore ben riconoscibile: l’utilizzo di ingredienti profondamente legati alla nostra cultura e al territorio. Agrumi mediterranei, melagrana, fico d’India, frutti rossi, erbe aromatiche e spezie raccontano autenticità, qualità e un legame vivo con le tradizioni locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro a ognuno di questi ingredienti esiste una filiera fatta di competenze, stagionalità e saperi tramandati, che custodisce la storia delle comunità e dà vita a prodotti diventati iconici: aranciate, chinotti, cedrate, spume, acque toniche, aperitivi analcolici e limonate, oggi apprezzati non solo per il loro gusto ma anche per l’eredità culturale che rappresentano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GLI AGRUMI</strong> <strong>MEDITERRANEI, UN LEGAME STORICO CON IL TERRITORIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli agrumi rappresentano uno dei simboli più autentici e riconoscibili del Made in Italy e nel tempo hanno contribuito a modellare tradizioni e identità locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, hanno avuto un ruolo centrale nello sviluppo del settore delle bevande analcoliche, che da decenni valorizza i sapori tipici del nostro Paese e contribuisce a farli apprezzare in tutto il mondo. Arance, limoni, mandarini, cedri, chinotti e pompelmi sono impiegati da sempre nella produzione delle bibite tradizionali, grazie alle loro caratteristiche aromatiche e alla naturale freschezza che li contraddistingue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dagli agrumi calabresi e siciliani – come cedri, mandarini, bergamotto, arance Moro, Tarocco o Sanguinello – ai chinotti liguri, dall’arancia melangolo pugliese ai limoni della Costiera Amalfitana, la varietà italiana offre profumi intensi e un’acidità equilibrata, qualità perfette per dare vita a bevande dissetanti e versatili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ERBE AROMATICHE E SPEZIE NELLA PRODUZIONE DI BEVANDE ANALCOLICHE</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le erbe aromatiche e le spezie rappresentano una componente sempre più presente nella produzione delle bevande analcoliche italiane, perché aggiungono alle ricette tradizionali aromi, freschezza e un’identità distintiva che rimanda alla varietà delle tradizioni e delle coltivazioni locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli estratti di erbe come menta, salvia, rosmarino e basilico portano freschezza e profumi immediati, mentre gli infusi naturali di bacche di mirto, alloro, fiori di sambuco, genziana e assenzio aggiungono sfumature più delicate o leggermente amare. Insieme, creano aromi ideali per esaltare bibite estive e aperitivi analcolici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, spezie come cannella, chiodi di garofano, anice stellato e peperoncino regalano calore, profondità e un pizzico di carattere in più, arricchendo sia le bevande più tradizionali sia le versioni più moderne e creative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impiego di ingredienti IGP e DOP e dei Presìdi Slow Food nelle bevande analcoliche è in costante crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa tendenza riflette la crescente attenzione dei consumatori verso prodotti legati al territorio e alla qualità delle materie prime.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>IL MOTORE INVISIBILE DELL’ECCELLENZA</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/il-motore-invisibile-delleccellenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FILO DIRETTO CON LA RETE]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La distribuzione rappresenta il cuore pulsante del Made in Italy nel settore Horeca, rendendo possibile la diffusione dell’eccellenza enogastronomica italiana. Edoardo Solei sottolinea il ruolo strategico della rete distributiva come collegamento tra produzione e consumatore finale, evidenziando la forza della collaborazione tra operatori. In occasione della Giornata del Made in Italy, emerge l’orgoglio di un comparto che contribuisce in modo decisivo alla crescita economica e all’immagine dell’Italia nel mondo.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La distribuzione come cuore pulsante e orgoglio del Made in Italy nel settore Horeca</p>



<p class="wp-block-paragraph">di Edoardo Solei</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cari colleghi, partner e lettori, in questi giorni in cui il nostro Paese celebra la Giornata del Made in Italy, è per me motivo di profondo orgoglio riflettere sul ruolo cruciale che la nostra Rete svolge nel rendere grande e tangibile questa eccellenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “saper fare” italiano, le nostre straordinarie materie prime enogastronomiche e l’unicità della nostra accoglienza non raggiungerebbero mai i livelli di prestigio che il mondo ci invidia, se non ci fosse un motore potente, capillare e instancabile a sostenerli: la distribuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Made in Italy non è, infatti, solo un’etichetta o un marchio di fabbrica. È un’esperienza che prende vita ogni giorno nei nostri Alberghi, nei Bar e nei Ristoranti. E al centro di questa esperienza, come fulcro imprescindibile tra la produzione del Food &amp; Beverage e il consumatore finale, ci siamo noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una forza inarrestabile</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come fondatore e Presidente di RETE DISTRIBUTORI HO.RE.CA. ITALIA, guardo oggi al cammino che abbiamo percorso insieme con immensa soddisfazione. Oggi possiamo affermare con forza di essere la più importante e completa struttura rappresentativa del settore distributivo dei consumi fuori casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aver riunito sotto un’unica grande Rete la quasi totalità degli operatori del nostro comparto non è semplicemente un traguardo storico: è la prova che insieme siamo una forza inarrestabile e un interlocutore istituzionale di primissimo piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontare le sfide insieme</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardiamo al futuro con fiducia, certi che la crescita del comparto Fuori casa continuerà a rappresentare una leva fondamentale per l’economia e un’opportunità per rafforzare ulteriormente l’immagine dell’Italia nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orgoglio distributivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa Giornata del Made in Italy, celebriamo quindi i grandi prodotti del nostro Paese, ma celebriamo soprattutto chi li porta ogni giorno a destinazione. Celebriamo le nostre aziende, i nostri magazzini, i nostri agenti e i nostri autisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continueremo a lavorare fianco a fianco, con la consapevolezza della nostra forza e del valore inestimabile che portiamo all&#8217;economia del Paese. Il filo diretto che ci unisce è la nostra risorsa più grande: manteniamolo saldo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Buon lavoro a tutti noi!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>CRESCITA, PROSSIMITA’ E VALORE PER LA FILIERA</title>
		<link>https://distribuzionehoreca.it/crescita-prossimita-e-valore-per-la-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo logo Lekkerland introduce il payoff “più grandi, più presenti, più vicini”, sintesi di un percorso di crescita che rafforza il ruolo del consorzio come partner strategico per retailer e operatori Horeca. Attraverso servizi personalizzati, collaborazione con l’industria di marca, analisi dei dati e investimenti in formazione e comunicazione, Lekkerland punta a consolidare la propria leadership nel mercato e a sviluppare nuovi progetti per creare valore lungo tutta la filiera.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/03/camion2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-7208" srcset="https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/03/camion2-1024x768.jpg 1024w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/03/camion2-300x225.jpg 300w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/03/camion2-768x576.jpg 768w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/03/camion2-1536x1152.jpg 1536w, https://distribuzionehoreca.it/wp-content/uploads/2026/03/camion2-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un restyling mirato sottolinea l’evoluzione e il rafforzamento di un brand sempre più strategico nel comparto Horeca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il recente restyling del logo Lekkerland in Italia – il cui rebranding ha avuto inizio nei primi mesi del 2025 – introduce un payoff che, oltre a evidenziare la crescita del consorzio, vuole sottolineare la sua vicinanza ai clienti e la sua capacità di configurarsi come partner chiave nella filiera alimentare. Rafforzando il legame con i soci e affiliati, Lekkerland è in grado di offrire servizi personalizzati e supporto esclusivo, rimanendo fedele alla propria mission.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scopriamo di più nell’intervista ad Andrea Taglioretti, direttore sede di Lekkerland Italia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il restyling del logo Lekkerland introduce il payoff “più grandi, più presenti, più vicini”.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Che significato racchiude?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il payoff sintetizza in modo molto diretto il percorso che stiamo portando avanti. “Più grandi” perché il consorzio sta crescendo in termini di struttura, competenze e copertura. “Più presenti” perché vogliamo presidiare il mercato in modo sempre più puntuale. “Più vicini” perché, nonostante la crescita, restano centrali il rapporto con i soci e l’attenzione alle esigenze dei singoli clienti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Come si coniuga la crescita con lo storico spirito di vicinanza del consorzio?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il nostro obiettivo è continuare a crescere mantenendo lo spirito che ci ha sempre contraddistinto. Lavoriamo su un modello su misura, in grado di adattarsi sia al piccolo punto vendita sia alle realtà più strutturate. La vicinanza non è solo geografica, ma soprattutto operativa: ascolto, supporto e capacità di rispondere in modo concreto alle esigenze del mercato».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Qual è oggi il posizionamento che Lekkerland vuole rafforzare?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Vogliamo essere un punto di riferimento per tutta la catena di vendita, grazie a una conoscenza approfondita del mercato e alla capacità di anticiparne gli orientamenti. L’obiettivo è essere riconosciuti come leader brand nazionale per i retailer di tutte le dimensioni, offrendo non solo condizioni commerciali, ma anche competenze e servizi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Oltre agli accordi di acquisto e ai piani promozionali, quali attività caratterizzano il modello Lekkerland?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Accanto alle attività tipiche dei consorzi, abbiamo sviluppato un sistema articolato di iniziative. Per la vendita, andiamo dalla locandina mensile ai cataloghi tematici stagionali, fino al catalogo di fidelizzazione della clientela “Punti Fiocco”. Per i nostri centri di distribuzione e la rete agenti investiamo in formazione, motivazione, eventi, convention con l’industria e partecipazione alle fiere di settore».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Che ruolo hanno i dati e la </em></strong><strong><em>collaborazione con l’industria di marca?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il rapporto con l’IDM è sempre più orientato alla collaborazione strutturata. Lavoriamo sull’analisi delle performance di vendita e sullo scambio dati, perché riteniamo che la condivisione delle informazioni sia fondamentale per sviluppare progetti più efficaci e creare valore lungo tutta la filiera».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il canale Horeca quanto è centrale nelle vostre strategie?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il canale Horeca è una delle aree su cui stiamo investendo maggiormente. È un mercato in evoluzione, che richiede competenze specifiche e una proposta mirata. Il nostro obiettivo è consolidare ulteriormente la presenza in questo canale, accompagnando i clienti con assortimenti adeguati e servizi dedicati».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Quali sono le principali direttrici di sviluppo per il futuro?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Stiamo lavorando su più fronti: l’allargamento della compagine dei centri di distribuzione, il rafforzamento della comunicazione del brand Lekkerland, la formazione continua dell’organizzazione a tutti i livelli, l’ampliamento dell’assortimento a marchio del distributore e lo sviluppo di progetti congiunti con l’industria basati sullo scambio dati. A questo si affiancano momenti di condivisione come le convention della rete vendita».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>In sintesi, come definirebbe oggi Lekkerland?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lekkerland è un consorzio in evoluzione, che punta a coniugare crescita, competenza e prossimità. Vogliamo essere un partner affidabile per soci, clienti e industria, capace di creare valore concreto e duraturo nel tempo».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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